ANCHE L’ISTRUZIONE E’ UN VACCINO SOCIALE. 20 NOVEMBRE: GIORNATA MONDIALE DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA

Secondo quanto dichiarato da Save the Children, le diseguaglianze e le carenze educative stanno peggiorando a causa della crisi generata da Covid-19, con il rischio che bambini e adolescenti siano tagliati fuori da percorsi di studio, di formazione e dal mondo del lavoro. La povertà educativa è tra gli effetti più devastanti della crisi prodotta dal Covid e la didattica a distanza rischia di amplificare tali conseguenze: la necessità di disporre di connessioni a Internet e di dispositivi elettronici e informatici per mantenere un legame con la scuola e con l’istruzione mette in grande difficoltà tutte le famiglie costrette a vivere in condizioni di povertà, famiglie che da sempre UVI e i suoi volontari cercano di aiutare e di sostenere con progetti educativi che fanno leva soprattutto sul diritto alla formazione.

Analizzando più da vicino questo fenomeno emerge un dettaglio significativo: una lente di ingrandimento mette in evidenza anche un divario di genere. Tra maschi e femmine sono proprio queste ultime a pagare il prezzo più alto: Save the Children dichiara infatti che entro fine anno 1.140.000 ragazze tra i 15 e i 29 anni rischiano di ritrovarsi ai margini della società, senza possibilità di studiare o di lavorare, sospese in un limbo che nega loro la possibilità di coltivare sogni e aspirazioni. Una differenza di genere che mette in luce ancora di più il divario territoriale in Italia, con percentuali che sfiorano il 40% in Sicilia e Calabria: ecco che la pandemia si trasforma perciò in un acceleratore delle disuguaglianze di genere, dimostrate anche da ricerche che testimoniano che tra i 15 e i 34 anni il tasso delle giovani ragazze e donne senza lavoro tocca il 33 % contro il 27% dei coetanei maschi.

La fotografia del nostro paese si arricchisce di ulteriori dati: diminuzione costante del tasso di natalità, media di 1 minore su 9 in condizioni di vita di povertà assoluta e privato dello stretto necessario già prima della diffusione del virus, asili nido accessibili solo a poco più del 13% della popolazione e un tasso di dispersione scolastica del 13,5% con forti differenze territoriali e di genere.

L’edizione dell’Atlante dell’Infanzia a rischio di quest’anno redatto da Save the Children raccoglie le testimonianze delle bambine e delle ragazze in Italia tra povertà, abbandono educativo, violenza e stereotipi di genere nei quartieri delle molte periferie d’Italia e nei luoghi dove costruiscono il loro futuro: per farlo serve incontrarle lì dove vivono e toccare con mano le loro quotidiane difficoltà.

Di fronte a uno scenario di questo tipo rendere l’istruzione accessibile a tutti i bambini e a tutti gli adolescenti si configura come un’arma potente e un valido vaccino che potrebbe fornire una valida ed efficace cura verso tutti gli effetti sociali, psicologici, educativi che al pari delle conseguenze fisiche e mediche rischiano di aggravare la salute del corpo e dell’anima.

Fonti:

– Annamaria Levorin, giornalista professionista e caposervizio TG3

– Save the Children (link per consultare l’Atlante dell’Infanzia a rischio 2020 https://www.savethechildren.it/cosa-facciamo/pubblicazioni/con-gli-occhi-delle-bambine)

ALICE ARATTI

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