SCRIVERE IL PROPRIO CV E RACCONTARE DI SE STESSI

A tutti è capitato o capiterà di scrivere il proprio CV, magari dovendosi attenere all’orribile Modello Europeo. Se i burocrati che l’hanno redatto avessero letto la poesia di Wiszlava Szymborska, si sarebbero forse guardati bene dall’imporre l’obbrobrio che, come un fantasma, si aggira per l’Europa. Dire di se stessi e raccontarsi riguarda il proprio spazio …

ALDA MERINI, UGO FOSCOLO E WISLAWA SZYMBORSKA SALUTANO CHI SE NE E’ ANDATO ABBRACCIATO DALLA SOLITUDINE

Andrà senz’altro tutto bene. Ma non altrettanto si può dire per chi è stato portato via dal virus e, il più delle volte, dall’incuria. Ai padri, alle madri, ai figli di tutti costoro si avvicina, delicata, la Poesia con le sue parole di (forse inutile) consolazione. E’ un petalo la tua memoria che si adagia …

QUANDO GLI AMICI MUOIONO

Quando gli amici muoiono la cosa più pungente è il ricordo di come si muovevano da vivi, in qualche precisa occasione; come vestivano in certe domeniche, una pettinatura, qualche piccolo gesto ch’essi soli facevano e che ora è perduto nel sepolcro. Come furono ardenti un certo giorno: quasi potresti ritrovar la data, tanto sembra vicina: …

IN POCHI A NUOTO

“Huc pauci vestris adnavimus oris. Quod genus hoc hominum? Quaeve hunc tam barbara morem permittit patria? Hospitio prohibemur harenae; bella cient primaque vetant consistere terra. Si genus humanum et mortalia temnitis arma, at sperate deos memores fandi atque nefandi.” In pochi a nuoto arrivammo qui sulle vostre spiagge. Ma che razza di uomini è questa? …

Senza mostri

Senza mostri le ali si piegano verso il fondo dell’umida terra. Le finestre non “mostrano” più e il cielo acceca le secche iridi. La punta dei piedi si fa pungiglione mentre nel nulla sprofonda l’assenza. La mostruosa noia del comune accomuna mentre lenti si sgretolano i castelli dell’aria troppo tersa. Non c’è via per il …

Scegliere e costruire.

Ogni giorno è un incrocio a cui ti fermi devi scegliere -ti dici- i passi di oggi e un po’ anche quelli di domani. Poi domani è un altro oggi, altre strade da solcare, nuove scelte da vivere e scoprire. Pianificare o sterzare all’ultimo lasciarsi dietro le incertezze e trovarne di nuove nel labirinto senza …

VUOTO

Con parole equivoche tu giochi come ragazzi spregiudicati che ad ogni curva della vita carezzano il brivido estremo d’un orribile precipitare. Ed io ti confesso : giammai potrei vivere senza di te. Pubblicato da Poesiesmarrite