LE SEDUTTIVE BUGIE DI INSTAGRAM (REALTÀ VIRTUALE E MOLTIPLICAZIONE DISTORTA DELLE IDENTITÀ)

Pubblicato da GIACOMO BERGHENTI (ORME SVELATE) il 17 GENNAIO 2019

L’ansia di avere il maggior numero di “amici” che non conosciamo e che non ci conoscono non è sperimentata solo dagli adolescenti. Le considerazioni che al riguardo avanza e sviluppa l’Autore riguardano tuttavia soprattutto il mondo giovanile. In questo senso, dovrebbero interessare docenti, genitori e volontari: il lavoro educativo dovrebbe avere come principale obiettivo quello di rinforzare l’autostima dell’adolescente attraverso una rete di relazioni vive e reali.

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Instagram è il Social del momento. Molti giovani sono alla ricerca del successo, postando foto di qualsiasi genere con l’obiettivo di ottenere sempre più follower. I social network nacquero come possibilità di incontro virtuale, per aumentare le opportunità di cambiamento o accrescere le proprie relazioni all’interno di una rete sociale.

Da un certo punto di vista, inutile negarlo, hanno portato a molti vantaggi, soprattutto per le grandi aziende, ma gli studiosi parlano sempre più di frequente di Impression Management: la facoltà di presentarsi a proprio piacimento, di far vedere agli altri solo i momenti più interessanti della vita e far credere a chi ci segue che tutto quello che facciamo è assolutamente incredibile. La realtà virtuale favorisce la moltiplicazione delle identità, piuttosto che la loro integrazione, soprattutto nei giovani dove lo sviluppo della personalità, può essere rallentato. Le opportunità di modificare la propria identità e di svelarla a piacimento attraggono l’adolescente e lo portano a cercare un’approvazione smisurata nel mondo virtuale; nella convinzione che più Like possano migliorare l’autostima, che i follower di persone che neanche ci conoscono possano renderci più di quello che siamo.
Altri aspetti che particolarmente mi sorprendono, sono queste nuove figure, se cosi possiamo definirle, professionali: gli influencer. Il più delle volte belle ragazze che con migliaia di follower pubblicizzano brand, ristoranti o hotel. Da un certo punto di vista, analizzo la cosa come la nuova frontiera del web marketing, un nuovo modo di fare pubblicità; ma mi lascia perplesso il termine “influencer”… Influncer di cosa?
Il fatto drammatico è che tantissimi giovani cercano di intraprendere questa strada, soltanto postando foto e migliaia di Instagram stories… con la necessità o il bisogno quasi compulsivo di rendere gli altri partecipi della propria vita. L’impressione è quella di voler emulare i blogger più famosi, con la sbagliata convinzione che la propria vita sia meno importante. La nostra non è una critica al mondo dei network, ma un utilizzo sbagliato ed eccesivo può portare a disturbo depressivo o della personalità…
Cari amici di Orme Svelate (e del Bardelluvi, aggiungiamo noi) la nostra visione sul disagio psichico rimane sempre la stessa: ogni vita è speciale, dobbiamo tutti vivere la nostra realtà e non emulare la vita degli altri che non ci appartiene… Rinforziamo la nostra autostima nella vita di tutti i giorni grazie alle relazioni che viviamo, nella speranza di trovare la nostra vera identità!

Giacomo Berghenti e Feliciana Puzone

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