COVID-19: Colora Ogni Vita Incontrata Donandoti

“Andrà tutto bene” continuiamo a ripeterci.
E così ci svegliamo una mattina in un mondo diverso, un mondo in cui tutto si deve fermare di fronte a un nemico che ci ha trovati impreparati. Perché la verità è che non eravamo pronti. Proprio noi che siamo cresciuti con l’idea di potere fare tutto, di essere onnipotenti, di avere il controllo su ogni cosa e le armi per distruggere il più grande dei mostri, ci siamo trovati a dover combattere un virus microscopico, invisibile e allo stesso tempo terribilmente forte. E allora ecco che, oggi, un arcobaleno, di solito simbolo di pace, diventa simbolo della lotta.
Un arcobaleno. 7 colori. Migliaia di sfumature. Una certezza: dopo la pioggia tornerà il sereno.
E poi la promessa: andrà tutto bene. Promessa a cui poi seguono migliaia di “se”.
Andrà tutto bene se restiamo a casa, se seguiamo le regole, se facciamo delle rinunce, se, se, se.. E se non vogliamo fare tutto questo per proteggere noi stessi, lo dobbiamo fare almeno per gli altri.
Un arcobaleno. 7 colori. Rosso, Arancione, Giallo, Verde, Blu, Indaco, Viola.
Amore, Creatività, Ottimismo, Speranza, Pace, Armonia, Gentilezza.
Ecco le nostre 7 armi. Non sono quelle nucleari né quelle tradizionali che ci siamo impegnati a costruire in tutti questi anni. Queste, su cui continuiamo a investire milioni e milioni, oggi, si stanno rivelando inutili. E quello su cui, invece, negli anni abbiamo sempre risparmiato, su cui abbiamo sempre tagliato fondi, la sanità, la ricerca scientifica, oggi sono l’unico biglietto per la vita che ci auguriamo non ci abbandoni.
E in un mondo in cui tutti vogliono essere supereroi, questi sono i nostri unici superpoteri. Ma, oggi, non tutti gli eroi portano la maschera. I nostri, quelli che escono di casa per provare a regalarci un altro biglietto per questa vita, portano solo la mascherina. E il loro mantello è un lungo camice bianco.
Amore, Creatività, Ottimismo, Speranza, Pace, Armonia, Gentilezza.
Sono questi gli strumenti con cui colorare il nostro arcobaleno. Un arcobaleno che non sarà mai uguale per tutti: è, infatti e sempre una questione di prospettiva.
Ed è qui che sta la nostra libertà: dobbiamo scegliere se vedere solo un semplice arcobaleno dai colori sbiaditi o se guardare quell’arcobaleno colorato con gli occhi di un bambino capace ancora di stupirsi, con gli occhi di chi crede che andrà davvero tutto bene. E allora la domanda: Stiamo scegliendo la giusta prospettiva?
C’è una storia che racconta che alla fine dell’arcobaleno si trovi un tesoro, una pentola d’oro piena di monete raccolte dai folletti e che uno di loro abbia il compito di custodirla e proteggerla da chi non si merita di trovarla. Ecco, noi non pretendiamo che si creda ai folletti, ma se qualcuno ci dicesse che quella pentola piena d’oro esiste davvero, pensiamo che ognuno di noi la cercherebbe per tutta la vita.
E allora oggi bisogna chiederci cosa vorremmo trovare in quella pentola, cosa o chi è il nostro tesoro. E poi bisogna partire, mettersi alla ricerca.
L’arcobaleno è quel ponte che dobbiamo attraversare prima di arrivare alla nostra pentola. E ancora una volta siamo liberi di scegliere se attraversarlo, oppure no. Perché, si, la strada verso la nostra pentola d’oro ci richiede delle scelte, delle scelte giuste, non facili, che ci portino a sfruttare nuove opportunità. E allora questo è anche il momento di chiedersi: Siamo pronti? Abbiamo il coraggio di attraversare il ponte?
Ecco allora che mentre qualcuno cerca di togliere la corona a questo terribile virus, a noi a casa non resta che un arcobaleno: una promessa di vita, speranza e cambiamento.
Una promessa che dobbiamo fare a noi stessi: quando tutto questo passerà, non torneremo più come eravamo prima.
Promettiamoci un cambiamento: quando tutto finirà, cominciamo facendo una cosa che non abbiamo mai fatto, ma soprattutto facciamo davvero bene quello che abbiamo sempre fatto e che dobbiamo fare.
E allora domani quando le scuole riapriranno, quando ognuno tornerà al suo lavoro, alla sua normalità, dobbiamo ricordarci della nostra promessa. Una promessa che non valga solo il primo giorno ma dal primo giorno in poi. Sempre.
E se questo virus con la corona ci cambierà, e cambierà anche tutti quelli che non è riuscito a prendersi, allora avremo vinto noi e questo virus non sarà solo un brutto ricordo, ma sarà la scintilla di un cambiamento importante.
Perché questa distanza, questo mondo in pausa, questa fatica che stiamo vivendo la dobbiamo trasformare nella scuola più bella del mondo.
Sono questi i giorni in cui abbiamo scoperto che siamo fatti per stare insieme, che ogni uomo per stare bene ha bisogno di vivere in relazione con gli altri.
Sono questi i giorni in cui abbiamo bisogno di uscire, passeggiare, sorridere alla gente.
Sono questi i giorni in cui vorremmo dare quel bacio, quell’abbraccio, sentire quel profumo. Sono questi i giorni in cui imparare che le parole hanno un potere fortissimo e che un “Ti voglio bene” può cambiare la giornata.
Sono questi i giorni in cui essere positivi, non al virus contro cui stiamo combattendo e per cui essere positivi è una cosa negativa, ma nella vita per riuscire a trovare entusiasmo, coraggio e voglia di fare davvero cose belle.

Questo non è il momento di confrontarci con le paure, ma con la speranza.
Oggi non ci viene chiesto di non avere paura, ma ci viene chiesto di sconfiggere questa paura proprio con la speranza.
Non chiediamoci perché è successo proprio a noi, di chi è la colpa. Cercare il colpevole oggi non serve a niente e a nessuno. Non domandiamoci se è sbagliato il mondo, ma come lo si può migliorare.
E allora in questi giorni che coincidono con il periodo di Quaresima, il vero digiuno è quello dei baci, degli abbracci, delle carezze, degli occhi delle persone che amiamo.
Di tutte le cose che troppe volte abbiamo dato per scontato e che oggi, più di ogni altra cosa, ci mancano.
E allora in un mondo in pausa, quello che non si ferma mai è l’Amore.
Torneremo a guardarci negli occhi.
Torneremo a sorridere per un bacio.
Torneremo ad abbracciarci. Più forte di prima.
E poi ci sorprenderemo a sorridere al signore in fila alle poste.
Tarderemo qualche minuto al lavoro per aiutare la nostra vicina a salire le scale.
Come siamo cambiati? Cosa o chi ci manca di più e a cui non vogliamo più rinunciare?
Scriviamocelo da qualche parte, su un foglio da tenere sul comodino, da appendere allo specchio o attaccare al frigorifero, da lasciare in un posto in cui ogni giorno inevitabilmente guardiamo, perché solo così non ce ne dimenticheremo.
È questa l’occasione per riscoprire la bellezza di un abbraccio e per innamorarci del profumo delle persone che amiamo, perché avremo scoperto che in quell’abbraccio ci si può salvare e sentendo quel profumo si sorride.
È questa l’occasione per farci le domande giuste.
Guardiamoci allo specchio e facciamoci la promessa: siamo cambiati, abbiamo imparato. Non torneremo come eravamo prima, ma meglio di prima. E solo allora andrà davvero tutto bene.
Lisa e Diego

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