IL LAGO PUNTO DA UN AGO DISTRATTO

Una volta, tanto tempo fa, un ago decise di prendersi qualche giorno di vacanza e se ne andò al lago. Un ago in vacanza al lago! Una cosa molto curiosa se non addirittura strana. Comunque questi sono i fatti. Una bella mattina l’ago decise di fare una passeggiata sul lungo lago. Camminando piano piano, fischiettava e canticchiava. E, per sua sfortuna, non guardava dove metteva i piedi. Così inciampò e cadde nel lago, pungendolo.
Sul momento il lago se la prese non poco: «Porca miseria, ago della malora! Guarda dove metti i piedi! Mi hai punto! E adesso…?». «Scusami, amico lago – disse l’ago – Non l’ho fatto apposta. E’ che sono un ago distratto».
Per farsi perdonare il fatto di averlo punto, gli propose di cucire le onde, soprattutto quando, alte e spinte dal vento, disturbavano il riposo del lago. Sul momento non voleva crederci ma poi prese atto che, quando si alzava il vento e le onde cominciavano a ondeggiare, l’ago si dava da fare per cucirle una all’altra facendone una coperta leggera con la quale il lago prese l’abitudine di coprirsi. Da allora divennero amici e l’ago le sue passeggiate, fischiettando, le faceva in fondo al lago. Sempre pronto a cucire le onde quando diventavano troppo alte.
Nel paese degli aghi si stavano però chiedendo dove fosse finito l’ago che era andato in vacanza al lago. Erano preoccupati nel non vederlo tornare e chiesero a un gruppo di bambini di andare a cercarlo.
I bambini presero una barchetta e, al centro del lago, calarono una calamita per cercare di attirare l’ago. Il lago se ne accorse e corse ad avvertire l’ago: «Stai attento, amico mio! Dei bambini, venuti dal tuo paese, stanno cercando di prenderti con una calamita!». L’ago si spaventò: stava così bene in fondo al lago! Si agitò e chiamò a gran voce un gruppo di pesciolini suoi amici chiedendo il loro aiuto. Detto fatto: i pesciolini raccolsero dal fondo del lago lattine, pezzi di ferro, chiodi e puntine. E, quando i bambini calavano la calamita alla ricerca dell’ago, facevano in modo che tirassero a bordo cianfrusaglie, carabattole e cose inutili. Persero la pazienza e, stufi, se ne tornarono al paese degli aghi senza l’ago. Che da allora vive sereno, tranquillo e felice sul fondo del lago. Ogni tanto viene a galla, pungendo i bagnanti che, soffiandosi il naso, buttano poi il fazzoletto di carta nell’acqua.
Lago e ago sono ormai amici inseparabili ed è per questo che hanno un nome simile.

Lo Spirito Folletto

 

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