PINOCCHIO, UN LIBRO CHE PUO’ ESSERE LETTO DA MOLTI PUNTI DI VISTA.

Una Guida per Volontari, Volontarie, Educatrici, Genitori e chiunque abbia a cuore e si interessi dell’educazione di bambini e bambine.

Chiara Valerio incontra Dacia Maraini nella trasmissione domenicale L’Isola deserta, andata in onda su Radio3 (scaricabile dal sito Radio3.Rai.it), domenica 14 gennaio 2018.

Dacia Maraini (1936) ne propone una rilettura da molteplici punti di vista. Sottolineando, in premessa, che l’infanzia – ai fini educativi – ricopre un ruolo determinante. Dal che si evince che le attività ludico-didattiche svolte sotto l’Albero dai Mille Colori e negli Spazi bimbi, una delle iniziative della nostra associazione,  rivestono a loro volta un ruolo fondamentale in ordine alla crescita e allo sviluppo “culturale” di bambini e bambine che li frequentano.
Sottolinea, altresì, come sia l’esempio e non la precettistica ad essere la forma psico-pedagogica di maggior rilevanza. Un buon viatico per volontari, educatrici e insegnanti in genere. E, a ben vedere, per tutto il mondo adulto che – pare indubbio – fornisce a giovani e bambini esempi non proprio edificanti.
Pinocchio, osserva Dacia Maraini, ha una grande profondità simbolica.
In prima battuta, vi si possono rintracciare diverse valenze:
– Elogio della paternità. Geppetto non ha moglie né figli ma ne desidera fortemente, tanto che immagina di “costruirne” uno ritagliando un burattino da un pezzo di legno. E alla fine ci riesce: Pinocchio diventa una ragazzo, dopo un’innumerevole serie di traversie, solo per l’amore che Geppetto gli ha dimostrato.
– La bugia e il naso che si allunga. Alle bugie il corpo risponde deformandosi; la natura si ribella e reagisce alle bugie.
– La tentazione, con l’andare nei Paese dei Balocchi piuttosto che andare a scuola e studiare che, dice Pinocchio al Grillo Parlante, è l’ultima cosa al mondo che vorrebbe fare.
– La Responsabilità. Pinocchio non pensa alle conseguenze di ciò che fa. Non se ne assume, appunto, la responsabilità. Il che riguarda, crediamo, gran parte della popolazione umana, indipendentemente dall’età.

Ricordiamo personaggi e situazioni di un libro scritto da Carlo Lorenzini (Collodi, 1826-1890) che tutti devono per forza avere presente: Pinocchio, le avventure di un burattino.
Un elenco, quindi, che evochi ricordi infantili:
Mastro Ciliegia, Geppetto (chiamato Polentina da coloro che volevano prenderlo in giro), il Grillo Parlante, Mangiafuoco e il Gran Teatro dei Burattini, il Gatto e la Volpe, l’osteria del Gambero Rosso, il Campo dei Miracoli, la Bambina dai capelli turchini (che nella realtà è una Fata), le bugie e il naso che si allunga, Pinocchio in prigione, Pinocchio costretto a fare il cane da guardia, Geppetto scompare fra le onde, il burattino giunge dove c’era la casa ella Fata ma vi trova soltanto una pietra di marmo con la scritta «Qui giace la Bambina dai capelli turchini, morta di dolore per essere stata abbandonata dal suo fratellino Pinocchio», il Paese delle Api industriose, il Delfino e il terribile Pesce-cane, Pinocchio promette alla Fata (che si era fatta credere morta) che farà il bravo, per poi però fare a botte con i compagni, Pinocchio rischia di essere fritto in padella come un pesce, il Paese dei Balocchi, Lucignolo, Pinocchio diventa un asinello, Pinocchio – inghiottito dal Pesce Cane – ritrova Geppetto e lo accudisce dopo aver trovato rifugio in una capanna sulla spiaggia e dopo essere stati salvati da un Tonno, Pinocchio diventa un Ragazzo: «Com’ero buffo quando ero un burattino! E come sono contento di essere diventato un ragazzino per bene!».

Buona ri-lettura, quindi, e che ciascuno vi trovi alimento per un essere nel mondo più consapevole e responsabile di quanto normalmente non sia.

 

 

4 pensieri su “PINOCCHIO, UN LIBRO CHE PUO’ ESSERE LETTO DA MOLTI PUNTI DI VISTA.

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