ELEONORA ALVIGINI, TESTIMONE DI UN’AVVENTURA, RACCONTA IL VIVERE NELLE COMUNITÀ CHE OSPITANO MINORI E L’IMPEGNO DI UVI TUTTA

All’interno di UVI e in qualità di responsabile dei progetti e dell’impegno volontariale, ho avuto il piacere e l’onore di collaborare con le comunità alloggio per minori di Milano.

Una comunità è casa per tanti bambini e ragazzi che si trovano a rischio educativo ed evolutivo. Gli educatori e i responsabili di questi luoghi sanno creare un ambiente favorevole a ricostruire l’identità personale di questi bambini, che spesso si frantuma a causa di traumi infantili di cui sono vittime.

Accanto alle comunità ospitanti i minori, è sempre più presente un lavoro di supporto genitoriale in funzione, dove fosse possibile, del recupero dei genitori.

In questo scenario la comunità per minori, la cui funzione sembra essere sempre più incentrata sulla protezione e la tutela del minore, è chiamata ad integrarsi in progetti a più ampio respiro e a svolgere funzioni adeguate alle necessità.

Uvi contribuisce a sostenere sia economicamente che fattivamente attraverso i suoi volontari anche queste iniziative così importanti. L’ultima, per esempio, è avvenuta grazie al contributo volontario di una fotografa professionista e una regista teatrale che hanno avviato un progetto fotografico-teatrale con le ragazze di due comunità con cui Uvi collabora da molti anni e che ha visto il suo esordio poco prima dello scoppio della pandemia.

Se all’interno delle comunità gli educatori hanno una funzione genitoriale sostitutiva temporanea, volta al recupero psicofisico dei bambini e dei ragazzi in carico, i volontari esterni rappresentano una rete di sostegno per i compiti e per il tempo libero che si rivela preziosa in quanto arricchisce di stimoli positivi la vita stessa dei minori raggiunti.

I volontari UVI entrano in media nelle comunità alloggio una o due volte alla settimana; aiutano nello svolgimento dei compiti, oppure accompagnano i bambini presso i centri terapeutici o – anche – di svago. A volte, per i più piccoli, i volontari vanno a prenderli a scuola, trascorrono il tempo per una merenda e poi giocano per il resto del pomeriggio. In breve, che si tratti di accompagnamenti o di compiti, i volontari diventano dei riferimenti adulti (quasi fossero nonni o zii) che, attraverso ascolto e presenza, contribuiscono a ricostruire fiducia nel mondo adulto e in se stessi. Durante gli ultimi due anni in cui l’emergenza Covid 19 ha inevitabilmente interrotto la presenza dei volontari presso le comunità, UVI ha continuato a mantenere le relazioni con le ragazze e i bambini seguiti anche a distanza, a testimonianza di una profonda convinzione: la relazione d’aiuto è la mission della nostra associazione, è il motivo fondamentale per cui le persone entrano in UVI e vi rimangono.

ELEONORA ALVIGINI

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