UN BALLO IN MASCHERA FFP2. DA GIUSEPPE VERDI ALLE ZONE BIANCHE, GIALLE, ARANCIONI, ROSSE

Il tempo della pandemia da COVID-19 ci ha imposto nuove e imprevedibili modalità relazionali, con noi stessi prima di tutto e con tutti coloro con i quali abbiamo l’occasione di interagire: familiari, amici, colleghi, allievi e studenti.

Siamo reduci dalle festività natalizie e di fine d’anno; i bicchieri dei nostri brindisi erano colmi d’acqua e gli amori correlati erano poveri e innocenti. Chi poteva fregiarsi del titolo di “Signorinella” era pallida e aveva smesso da tempo di filare al suo telaio (Carlo Buti, Signorinella pallida, 1931).

Per contrastare la malinconia, che cominciava a farla da padrone, abbiamo deciso di giocare ancora con la musica, in particolare classica.

Giuseppe Verdi, con il suo Un ballo in maschera – opera rappresentata per la prima volta a Roma, al Teatro Apollo, il 17 febbraio 1859 –, ci ha fatto compagnia (YouTube propone Un ballo in maschera in molteplici versioni e con svariate direzioni, da Muti ad Abbado, e altri).

Desiderando aggiornarne trama, racconto e messa in scena, la maschera non potrebbe essere altro che una FFP2.

Diamo un’occhiata al “cast”: dagli interpreti principali – Riccardo (tenore), Renato (baritono), Amelia (soprano), Ulrica (contralto), Oscar (soprano), Silvano (basso), Samuel (basso) e Tom (basso) – a deputati, ufficiali, marinai, guardie, uomini, donne, fanciulli del popolo, gentiluomini, complici di Samuel e Tom, servi, maschere e coppie danzanti, a completare il quadro.

Nella nostra revisione aggiornata, a questi personaggi se ne aggiungono due: Delta e Omicron.

Quali siano le loro intenzioni risulta chiaro dalle prime batture dell’ouverture: si presentano all’uscio e chiedono cortesemente di essere ammessi alla festa e al gran ballo. Le porte si aprono e vengono accolti con gentilezza. Non appena entrati e messisi a proprio agio, palesano il proprio intendimento (chiarito dal pulsare dei contrabbassi): sono sabotatori interessati a infiltrarsi nel corpo umano e, in particolare, nei polmoni. Si tratta dell’inizio dell’ouverture (da 00.00 a 01.36 minuti).

Da soli, però, Delta e Omicron non ce la potrebbero fare, ed ecco che in loro aiuto arrivano Samuel e Tom, che già nell’opera originale ricoprono il ruolo di congiurati. E poi Ulrica, la maga che, sui più svariati canali televisivi, avanza premonizioni di morte. Samuel e Tom sono convinti “no vax” e Ulrica è confidente e amica di un gruppo di sei o sette medici, virologi, che la frastornano con informazioni e dati, il più delle volte contraddittori, tra l’altro litigando spesso fra loro. Tanto che a Ulrica non resta che invocare: “Re dell’abisso, affrettati”, nella speranza che il Demonio la liberi da quella che ormai considera una ciurma fastidiosa. 

Il grido di Ulrica ci fa sobbalzare: capiamo di essere nomadi del pensiero che, tuttavia, devono fermarsi a ragionare, almeno per un momento.

“All’opra, all’opra!”, sussurriamo a noi stessi, ed ecco che la “Signorinella pallida” si trasforma, magicamente, nella zingarella che abbellirà i nostri giorni (Giuseppe Verdi, Il trovatore, Coro degli zingari).

Ecco uno dei tanti modi di vivere il nostro presente in epoca di pandemia: rintracciare nelle opere artistiche del passato, nello specifico musicali, spunti e suggerimenti, ricavati con approcci liberi e fantasiosi, fors’anche un po’ arditi, utili a migliorare la qualità della vita stessa, così come siamo chiamati a viverla in questo strano e singolare periodo, come educatori e, più in generale, come cittadini.

Sono le note a prenderci per mano e ad accompagnarci lungo il sentiero di un ascolto attivo e produttivo, confermando, una volta di più, il ruolo già riconosciuto da Aristotele alla musica, da praticare non per un unico tipo di beneficio che da essa può derivare, ma per usi molteplici, per l’educazione, per procurare la catarsi, per la ricreazione, il rilassamento dell’anima e il riposo dalle fatiche (Aristotele, Politica, VIII, 7).

Per saperne di più:

Aristotele (1973). Opere. Bari: Laterza (Introduzione e indice dei nomi di G. Giannantoni; traduzioni di M. Gigante, G. Colli, A. Russo, O. Longo, R. Laurenti, M. Vegetti, D. Lanza, A. Plebe, M. Valgimigli, G. Giannantoni). 

Conati, M. (2000). Verdi. Interviste e incontri. Torino: EDT.

Galimberti, U. (2020). Nuovo dizionario di psicologia. Terza edizione. Milano: Feltrinelli.

Silvio Morganti

Direttore scientifico UVI

Verena Zudini

Referente scientifico-organizzativo NRD

Dipartimento di Matematica e Geoscienze

Università di Trieste

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