REGALIAMOCI IL PIACERE DI SCIOGLIERE LE BRIGLIE ALLA FANTASIA (DISCORRENDO ANCORA DI CREATIVITÀ). L’INTERVENTO DI FABIANA BONFIGLIO.

Ai contributi di Andrea Bonacini e Alice Garbin seguono le riflessioni condotte da Fabiana Bonfiglio (anch’essa partecipe alle avventure di Psicocose) su di un argomento – la Fantasia – che sta suscitando un certo interesse in relazione alle dinamiche didattico-pedagogico-educative nonché esistenziali in senso lato.

*

Albert Einstein disse: “La fantasia è più importante della conoscenza. La conoscenza è limitata, mentre la fantasia comprende il mondo intero”.

La fantasia è qualcosa di infinitamente ampio, orientata al futuro. Mentre la conoscenza per quanto illimitata possa essere, ha un limite temporale relativo alla durata della vita dell’uomo. Un uomo in una frazione millesimale di tempo può immaginare cose ,che non potrà mai studiare in una vita intera.

Creatività e fantasia sono strumenti fondamentali per la nostra sopravvivenza, per il nostro progresso e per la qualità della vita di ogni giorno. Eppure sono aspetti sempre più trascurati. A scuola si privilegia lo sviluppo di capacità logico matematiche, a scapito della creatività, sebbene l’una senza l’altra serva, a mio avviso, a ben poco.

Ormai viviamo in una realtà  in cui TV e Rete ci offrono talmente tanti stimoli che si fa fatica a starci dietro. I ritmi sono frenetici e non abbiamo più il tempo, (e sempre meno la voglia), di pensare. Siamo bombardati di notizie; vere, inventate, importanti o frivole. Non importa. Le divoriamo, velocemente, una dopo l’altra in ogni momento della giornata.

L’ultima cosa che facciamo, prima di andare a dormire, è uno sguardo al cellulare. La prima cosa che facciamo, appena aperti gli occhi, è controllare notifiche e aggiornamenti vari.

Grazie alla tecnologia, abbiamo tutto a portata di mano, non dobbiamo sforzarci di trovare soluzioni a problemi di qualsiasi tipo. Basta andare su Google e possiamo trovare una risposta a tutto. L’effetto collaterale è che sempre più persone non sono più in grado di cavarsela da sole, senza l’ausilio di un computer o uno smartphone.

Sarebbe opportuno regalarsi un momento per liberare le briglie della propria fantasia. Esercitare il “muscolo” dell’immaginazione e sprigionare la  creatività

La nostra mente può fare la differenza. Più siamo allenati ad affrontare problemi e difficoltà, meglio riusciamo a gestire ogni cosa. La qualità della vita dipende anche dalla nostra capacità di superare i momenti difficili.

E come tutte le capacità, anche questa si può sviluppare.

Creatività e fantasia non sono doti necessarie solo a pubblicitari, scrittori o artisti di ogni genere. Sono abilità preziose da coltivare per vivere al meglio le nostre giornate. Non esistono persone non creative, esistono solo menti poco allenate alla creatività. La creatività, infatti, non è una virtù riservata a pochi eletti, è una capacità che possiedono tutti e che si potenzia con la pratica. Diremo di più: non è utile soltanto a chi svolge un lavoro di tipo creativo, è una risorsa preziosa per affrontare qualsiasi situazione. Non a caso alcune grandi scoperte, nella storia, sono nate da intuizioni e dall’esercizio del pensiero laterale.

Un esempio? Nel 1965 due industriali americani, Noah e Joseph McVicker, scoprirono che una sostanza malleabile ed elastica che veniva usata per pulire la tappezzeria poteva diventare un materiale con cui divertirsi e creare sculture. Da quel momento milioni di bambini iniziarono a giocare con il Play-Doh[1], in Italia Didò, e i due industriali divennero milionari.

Noah e Joseph McVicker non furono semplicemente fortunati, furono capaci di far fruttare il loro pensiero laterale. Cos’è esattamente il pensiero laterale? Fu lo psicologo maltese Edward De Bono a dargli un nome e a definirlo. Il pensiero laterale è una forma di ragionamento che non segue la strada maestra del pensiero logico lineare, quello a cui è abituato il nostro cervello, ma che cerca sentieri inesplorati. Qual è il suo più importante beneficio? Mentre il pensiero lineare porta a una soluzione univoca, il pensiero laterale conduce a un numero infinito di possibili soluzioni. Permette, insomma, di essere originali, mai banali o “normali”. Una virtù preziosa nel lavoro e nella vita di tutti i giorni.

Einstein disse ancora: “Non puoi risolvere un problema con lo stesso tipo di pensiero che hai usato per crearlo.”

Esistono 4 esercizi[2] :

1. L’indovinello dell’aranciata avvelenata

2. Il binomio fantastico di Gianni Rodari

3. Think out of the box

4. La capacità di inventare mondi

…i quali ci aiutano proprio a cambiare tipo di pensiero e a riscoprire quelle qualità che tutti noi abbiamo da bambini.

La qualità della vita non dipende da quello che ci accade, ma da come sappiamo gestire quello che ci accade. 

Il folle non è chi vede quello che non c’è, ma chi crede che l’unica realtà sia quella che conosce, quella che ha intorno, quella che gli hanno raccontato, quella che è ben visibile.

Usare la fantasia non per sfuggire alla realtà, ma per costruire ogni giorno la realtà!

Si deve continuare a sperare, a vivere ogni giorno miscelando realtà e fantasia, al punto che quasi non è più possibile distinguere l’una dall’altra.

Perché il punto è proprio questo: esiste UNA sola realtà?

Vi lascio con questa citazione di Henri Laborit:

“Non tutte le prigioni hanno le sbarre:
ve ne sono molte altre meno evidenti da cui è difficile evadere,
perché non sappiamo di esserne prigionieri.
Sono le prigioni dei nostri automatismi culturali che castrano l’immaginazione, fonte di creatività.”

FABIANA BONFIGLIO

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[1] https://www.sciano.net/post/23/l’invenzione-casuale-della-pasta-play-doh-

[2] https://www.pixartprinting.it/blog/sos-creativita/

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