TI CONOSCO, MASCHERINA!

Sui mezzi pubblici di Milano l’altoparlante, a cadenza regolare, invita i passeggeri “a indossare correttamente la mascherina per tutto il viaggio”.

Metafora più che appropriata per illustrare le caratteristiche del viaggio esistenziale che ciascuno di noi ha iniziato il giorno della propria nascita, viaggio che terminerà di certo, ma quando – precisamente e per fortuna – nessuno lo sa.

Le maschere che quotidianamente indossiamo sono funzionali a garantirci un’accettabile vita sociale. Non sempre e in ogni caso diciamo al nostro ipotetico interlocutore che opinione abbiamo di lui e che cosa in realtà pensiamo di ciò che avesse appena sostenuto: siamo convinti che sia un cretino, ma non glielo diciamo. Soprattutto se è un nostro superiore o un nostro professore.

I conti tornano: “persona”, in latino, sta infatti per “maschera” e si riferisce alla maschera che l’attore indossa per ricoprire il ruolo che è previsto ricopra sul palcoscenico. E, come si sa, “la vita è un palcoscenico” e molteplici sono le maschere e i ruoli che vi ricopriamo. Il problema al riguardo è: siamo sempre capaci di indossare la maschera giusta, dati contesto, situazione e interlocutori?

“Ti conosco, mascherina!” potrebbe essere detto dai bambini (abilissimi nel vedere l’imperatore nudo) e – in genere – dagli alunni se percepiscono che l’educatore (anche quando veste i panni del volontario) non è all’altezza del ruolo che ricopre. E perché il ruolo sia ricoperto in termini efficaci sarebbe importante e necessario sapere che vi “insistono” tre sistemi di attese: personali, degli altri ruoli e dell’organizzazione / società. La domanda che sarebbe bene allora porsi sempre è: perché sto indossando questa maschera e non un’altra? E le maschere indossate dalle persone con le quali sono chiamato a interagire, che cosa mi dicono (la maschera non nasconde, ma svela)? Infine, la maschera che porto è in sintonia e congruente con le attese del contesto sociale nel quale ho scelto di operare?

In più occasioni si è sottolineato il portato “educativo” di COVID19 e in particolare la mascherina che portiamo per contenere la diffusione del virus assume piena valenza esistenziale, invitandoci a riflettere sulle strategie migliori a garanzia di una qualità di vita accettabile. Occhio, quindi, alle maschere indossate da noi e da coloro che ci circondano.

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