PARLARE DUE LINGUE NON DETERMINA VANTAGGI COGNITIVI Ma è comunque consigliabile insegnare ai bambini una lingua diversa dalla lingua-madre

Daniele Corbo – fisico e neuro scienziato – è presidente dell’Associazione “Orme Svelate”. Si consiglia vivamente di frequentarne il sito dove sono pubblicati numerosi articoli di interesse per chiunque si occupi di disagio mentale, di qualità della vita e di educazione. Largo spazio viene inoltre dato alla poesia. L’articolo che pubblichiamo riguarda il bilinguismo, argomento che sta senz’altro a cuore ai volontari, alle educatrici e alle insegnanti che hanno a che fare con bambini e ragazzi che parlano due lingue, di famiglie – i più – di cultura araba, ispanica, rumena.

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Nonostante numerosi benefici sociali, occupazionali e di stile di vita, parlare più di una lingua non migliora le capacità mentali generali, secondo un nuovo studio del Western Brain and Mind Institute. Più di 11.000 partecipanti da tutto il mondo hanno completato 12 test cognitivi online che hanno insistito su ragionamento, memoria, pianificazione, capacità visuospaziali e attenzione. Ogni persona ha anche riferito se parlava una o più lingue e quali lingue parlava. I risultati non hanno dimostrato il trasferimento dei benefici dell’essere bilingue ad altre abilità mentali. Lo studio, “Bilingualism Affords No General Cognitive Advantages: A Population Study of Executive Function in 11,000 People”, è stato pubblicato lunedì sulla rivista Psychological Science. Dai loro 11.000 partecipanti, hanno generato due gruppi accuratamente abbinati: uno monolingue e uno bilingue. Sorprendentemente, non ci sono state differenze sostanziali tra loro su nessuno dei test cognitivi. Molti studi di ricerca precedenti hanno suggerito che il “vantaggio dell’essere bilingue” è reale, sebbene tendano a utilizzare piccoli campioni e si concentrino su test molto specifici che potrebbero non generalizzare. Invece i ricercatori hanno esplorato molti modi diversi di confrontare i due gruppi attraverso una vasta gamma di compiti cognitivi. La loro previsione era che se il bilinguismo fornisse un vantaggio cognitivo generale, sarebbero stati in grado di vederlo – ma ciò non è successo. I test cognitivi sviluppati dal team sono stati utilizzati in centinaia di studi scientifici per identificare i deficit e le differenze tra varie popolazioni cliniche e sane. Una domanda in questo campo è se i test utilizzati sono abbastanza sensibili da rilevare piccole differenze tra i diversi gruppi. In questo caso, i loro studi precedenti hanno rassicurato sul fatto che sarebbero stati in grado di rilevare una differenza tra monolingue e bilingue. I ricercatori affermano che questo studio non dovrebbe essere considerato una notizia “buona” per i monolingue e una “cattiva” notizia per i bilingue. Nonostante non vi sia alcun vantaggio cognitivo, i più ampi benefici sociali, occupazionali e di stile di vita che sono disponibili per chi parla una seconda lingua sono chiaramente numerosi. Quindi è sempre consigliabile imparare sin da bambini altre lingue oltre quella madre.

Daniele Corbo

Bibliografia: “Bilingualism Affords No General Cognitive Advantages: A Population Study of Executive Function in 11,000 People”. by Emily Nichols et al. Psychological Science

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