Burkina Faso. Dal diario dell’ascolto e dell’azione solidale – 3/2. Dalla periferia della periferia del mondo

Alcune informazioni meteo: notti fresche e ventose ( 23-25 ° in camera), pomeriggi caldi ma accettabili (32-34° esterno, 28° in camera ); umidità…cos’è l’umidità? La parrocchia ha ospitato una coppia di olandesi che, come abbiamo fatto noi, hanno donato due edifici multifunzionali ( chiesa/scuola/ luogo di riunione): così siamo stati con loro e Clement alla consegna ufficiale degli edifici, in 2 villaggi sperduti nella “ brousse”. Bella cerimonia, con lunghi balli al suono di tamburi e “man con elle”; frugale pasto- cous cous e riso, quasi immangiabili non per il gusto- niente male- ma perché innaffiati solo da un bicchiere della birra locale (cioè una specie di sciroppo alcolico). A parte l’emozione di essere presentati anche noi da Clement alla gente – e ci è toccato improvvisare un saluto- l’eccezionalità della visita è esaltata dal fatto che i 2 anziani olandesi ( che, a differenza di noi, hanno fondato una ONG dal nome “Akuna Matata”) viaggiano con la scorta di 2 militari assoldati allo scopo ! La compagnia di questi 2 sottufficiali ha prodotto 2 eventi paradossali: ad ogni sosta un sergente maggiore mi apriva la portiera ed attendeva quasi sull’attenti la mia uscita ( dio, mi vedessero i compagni del movimento studentesco, quelli di “pi esse, esse –esse”! ). Il secondo evento straordinario è stato il viaggio durante il quale io e Cris abbiamo assistito, stupiti e divertiti , ad una lezione di Marxismo tenuta da un parroco ad un giovane, interessato sottufficiale dell’esercito; ma poi ci siamo ricordati che 16 mesi fa l’Armè, l’esercito ha difeso la giovane democrazia disarmando la Guardia Presidenziale che attuava un tentativo di “putsch” e lo stupore si è ( in parte) attenuato. Sabato, guidando mentre discutevo animatamente con Cris, sono sbandato con lo scooter, e siamo finiti gambe all’aria nella sabbia: Cris si è scottata un polpaccio, io sono rimasto con la gamba destra sotto il motore, col sandalo impigliato in qualcosa ( mai guidare coi sandali!). Risultato: il ginocchio un po’ torto- così posso sfruttare le 2 ginocchiere che ho portato col bagaglio- e un’ustione al piede il cui segno mi rimarrà per tutta la vita ( il che, visto che vado per i 75, non è poi una gran minaccia …). Ieri è venuta a trovarci Alice, una ragazza-madre che aveva lasciato le “magistrali” per motivi economici e lavorava qui al ristorante: accordandole la nostra fiducia, avevamo pagato noi la retta dell’anno che le mancava al diploma. La giovane ci ha invitato a visitare la scuola elementare di Yalgò dove sta facendo il suo primo anno di pratica: si è diplomata, e per noi è stata una piccola-enorme soddisfazione: brava Alice!!
Lasciamo per un attimo la narrazione dei piccoli nostri fatti quotidiani, e vediamo un poco “come sta il Burkina”: il primo governo democraticamente eletto regge, il generale Dienderè, che 16 mesi fa aveva tentato il golpe, è in carcere. La fiducia delle imprese e degli altri paesi, africani e non, è in forte aumento; ma il passato che non passa ha lasciato problemi- corruzione, burocrazia, svendita a multinazionali straniere di miniere d’oro, di coltivazioni ( il 90 % del pregiato cotone è oggi di proprietà dello stato cinese)- problemi enormi, anzi, enormissimi, tali da far apparire i nostri ( deficit più o meno lo 0,2, spread,,,) dei facili esercizi per laureandi della Bocconi. Ma torniamo al “poco e subito”. Sabato con Didier abbiamo visitato 2 scuole per conoscere 12 dei 16 bambini/e ai quali abbiamo offerto il pagamento della scuola almeno fino al completamento dei 6 anni della Primaria ( Elementari): come alcuni di voi già sanno, con 60 euro annui garantiamo ad un piccolo Burkinabè l’insegnamento, il materiale didattico e un pasto quotidiano decente. Vi risparmio il “a quante pizze corrispondono 60…”: vorrei essere in grado di trasmettervi cosa proviamo noi qui quando, giunti con lo scooter ad un gruppo di capanne e circondati da 50 visi sorridenti ma muti, udiamo un “Bonjour, je vais à l’ecole, je parle francais!”: è un mondo che si apre, è una speranza che si accende, è…: brava Cristina che su queste adozioni si è spesa, si spende e si spenderà con passione e fermezza: avreste dovuto vedere la grinta da leone…ssa con cui ha convinto Clement e Didier ad aumentare – anche accrescendo il numero delle adozioni- la presenza femminile ( ora siamo a 9 a 7 per le bimbe). Oggi ha iniziato a soffiare l’Armatan, vento caldo da N/Est, che prosciuga e strappa i fiori dagli alberi, limitando la riproduzione arborea. Stanotte in camera avevamo 30 gradi; ma questi sono cavoli nostri, quindi: alla prossima ( che, come la prima e questa, non sappiamo quando riusciremo a inviarvi). Amina (amen).
Renato e Cristina

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