Burkina Faso. Dal diario dell’ascolto e dell’azione solidale – 3/1. Non è un paese per cani

A due anni esatti dal nostro primo viaggio in questo paese, eccoci di nuovo , per la terza volta, in Burkina Fasò .Volo ottimo ( abbiamo anche strappato 40 cartine geografiche da altrettante riviste sull’’aereo: sono più utili ai ragazzini di Yalgò). Caricate le nostre 4 valigie, i 2 zaini e il pc sul pick-up delle suore siamo partiti per il nostro Yalgò , 200 Km a Nord Est della capitale; ma eravamo appena partiti quando la nazionale di calcio del B.F. ha segnato contro la nazionale tunisina i 2 gol che hanno portato il Burkina alle semifinali della Coppa d’Africa: perciò… “avanti adagio, con juicio, se puedes ”, tra la folla di pedoni festanti ( cose che succedono solo in Africa, perché, com’è noto, da noi i successi ai campionati europei sono accolti con distaccato fair-play …). Grandi feste dei nostri amici; ma tra loro non c’era Leò , il nostro fedele cagnolino, quello che ci scortava fin dentro la chiesa : aveva il brutto vizio di rincorrere le capre, non per aggredirle ma per divertirsi . Io mi sgolavo per richiamarlo ( al punto che alcuni burkinabè chiamavano me col nome di “Leò” !): temevamo che qualche pastore, stanco di vedere correre il suo già magro gregge, facesse la pelle all’incauto Leò. Un giorno d’ autunno Leò non è tornato a casa; ma forse ha solo trovato una cagnetta con cui fuggire verso una nuova vita. Però il nostro botolo non ci ha lasciati soli: alla canonica ora ci sono 2 suoi parenti , un fratello ed un cucciolo, un figlio, che già si sono affezionati a noi e vegliano sul nostro sonno. Alla sera si sono subito ripresentati i bimbi del nostro “ coretto”: Fatima, Bebè, Soulimane l’artista-( ci aveva donato suoi disegni molto belli)..Emozione e contentezza reciproche, ma..( c’è spesso un “ma “ avversativo nelle mie cronache dal Burkina ) alla domanda sulla scuola, Bebè –forse la più brava, la più interessata alla scuola : quella che, forse la ricordate, un giorno quasi giustificò con noi una sua assenza perché quel giorno “ c’erano stati i funerali del fratellino di 4 anni…” Bebé ci ha risposto in modo evasivo e imbarazzato. Infatti, lunedì l’abbiamo incontrata al mercato intenta a vendere ( iperbole) qualche frittella: e lì ha confessato sottovoce a Cristina che sua madre non la mandava più a scuola. La mia immediata reazione è stata di rabbia- ovviamente non verso la bimba- e sconforto: sono fuggito dal mercato perché mi vergognavo di essere lì col mio cappellino colorato, i miei pantaloni corti ( e la mia pelle bianca) come fossi un turista in cerca di immagini forti. Poi, superato lo sconforto, Cris ha chiesto al nuovo braccio destro del parroco Clement, Didier ( 34 anni, allegro e pratico: cura in particolare la parte scolastica della parrocchia e seguirà le nostre/vostre adozioni) di poter parlare con la madre : due ore dopo, Didier traduceva alla madre con le parole più appropriate, in Morè, la nostra proposta di aiutare noi la famiglia per tutte le spese scolastiche dei 2 anni mancanti al completamento della scuola primaria: la giovane donna ha spiegato che Bebè era stata ammalata per quasi 2 mesi all’inizio dell’anno scolastico, da qui la decisione di non mandarla più a scuola, decisione maturata anche dalla nuova situazione familiare: il marito se n’era andato a vivere con una nuova compagna ( ‘sto porco!) abbandonando moglie e i tre figli; però la donna si è dimostrata contenta di accettare la nostra offerta, malgrado il piccolo mancato ricavo delle vendite di “schifezze” al mercato da parte della figlia. Domanda: ci saranno famiglie ancor più bisognose di questa? Questo è il quesito che ci si è presentato più frequentemente dal primo giorno della nostra avventura africana; ma ora lo accantoniamo quasi subito,perché ci sembra un ostacolo (quasi un alibi per non agire) al “fare qualcosa”. Si, ci saranno, ci sono persone ancor più bisognose: ma con questa bimba, con questa madre ci abbiamo parlato, ci siamo guardati negli occhi. E poi: da qualcuno bisogna pur iniziare!
Arriviamo allo scopo di questa nostra missione: la casa per il medico è veramente a buon punto: alcuni infissi sono già montati, presto la tinteggiatura e l’inaugurazione. Stiamo consultandoci con il parroco, il curè Clement, per decidere come impiegare la somma raccolta eccedente quella necessaria per la casa ( malgrado crisi e terremoti anche questa volta siete stati generosi ) : un mulino? Un pozzo per l’acqua, che ,come ci avevano già informati, quest’anno sarà scarsa perché le piogge l’estate scorsa sono arrivate- e nemmeno abbondanti- con un mese di ritardo (non è che sono avanzati un po’ dei quattro metri di neve caduti in Abruzzo…?). Ne riparleremo. Intanto vi mando i saluti e i ringraziamenti del paese.
Renato e Cristina
PS: il Burkina è stato battuto nella semifinale della Coppa d’Africa dall’Egitto: peccato , perché una vittoria avrebbe indotto qualche milione di appassionati di calcio almeno a cercare su Google Map dove diavolo si trova questo misconosciuto Paese.

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