DAL BELLO AL BENE

Nello scorso mese di luglio, nella sede dell’UVI, a Milano, Giuliana Campestrini e Francesca Lissoni – arte terapiste – hanno animato la serata, organizzata nell’ambito delle “Conversazioni a sorpresa”, programmate per l’ultimo giovedì di ogni mese.
Il tema della conversazione riguardava gli strumenti creativi nell’attività con gli adolescenti e in particolare la dinamica didattico-pedagogica che rende possibile raggiungere il “bene” attraverso il “bello”. Una dimensione processuale che pare rientrare negli interessi di Laura Galimberti, assessora all’Educazione del Comune di Milano.
Una sua intervista è stata pubblicata infatti su La Repubblica del 6 settembre (edizione di Milano) “Ambienti più belli e didattica avanzata per fermare la fuga dalle scuole multietniche”
Domanda: “negli anni non sono state fatte azioni per limitare la concentrazione?”
Risposta: “certo, si pensi alla rete di scuole. Ora, anche alla luce delle ricerche e al confronto con le realtà straniere nei contesti dove si assiste a questo fenomeno, abbiamo elaborato abbiamo elaborato una strategia più strutturata e consapevole”.

Le soluzioni sono diverse: in primo luogo l’ambiente. Le scuole belle e con arredi “pensati”, attraggono le famiglie. Viene citato a esempio il caso del nido di City Live: è talmente bello che i genitori non si domandano se ci sono bambini stranieri. Il Comune sta per firmare un protocollo di intesa con il Provveditorato. Occorre poi tener presente quanto importante sia una didattica efficace e l’azione, altrettanto efficace, di insegnanti e presidi.
“Su questi temi vogliamo dare una mano alle scuole a cercare sinergie o reperire fondi”, afferma Laura Galimberti.
Una presa di posizione confortante per tutte le realtà che da tempo si battono per favorire l’integrazione fra culture diverse e per far sì che queste diversità possano essere vissute come opportunità e non come minaccia, a partire dalla scuola. Al riguardo, UVI collabora da tempo con la Scuola del Design del Politecnico di Milano. Gli studenti, coordinati da Maurizio Figiani, hanno già realizzato prototipi di “oggetti belli e gradevoli” la cui funzione è quella di rendere l’ambiente didattico della scuola maggiormente accogliente, secondo proprio gli intenti e le attese dell’Assessorato all’Educazione.
Una tale prospettiva è sostenuta anche da un solido impianto teorico, secondo il quale il percorso dovrebbe riguardare il passaggio dallo stato di malessere allo stato di benessere per infine raggiungere lo stadio finale del bellessere.

Lo Spirito Folletto

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