IL VOLONTARIO: RABDOMANTE ALLA RICERCA DEI SOGNI E DELLE SPERANZE DI BAMBINI E ADOLESCENTI

Una ricerca che non viene interrotta in nessun periodo dell’anno: sogni e speranze non vanno in ferie, anzi. Durante le “vacanze”, cessato il rumore di fondo della quotidianità, più limpidi e nitidi si percepiscono i segnali emessi da quelle delicate e originali stazioni radio che sono i bambini e i ragazzi ai quali, per libera scelta (per scelta “volontaria”, appunto), ciascuno ha deciso di dedicare un po’ del proprio tempo. Bambini e adolescenti (con le loro famiglie) che continuano a vivere la propria vita, contando sulla possibilità di essere accompagnati e tenuti per mano anche in questo periodo festivo. Una speranza e un’attesa che, il più delle volte, viene mortificata per ragioni organizzative, come si suol dire.
E’ allora necessario che, almeno, il periodo di sospensione delle attività istituzionali (scuole, spazi di accoglienza, accompagnamenti, sostegno di varia e diversificata natura, eventi) venga investito da volontari, volontarie, responsabili, educatrici, educatori, in un “lavoro” di riflessione critico-propositiva che – a partire dalla rilettura di ciò che è accaduto lungo i sentieri fino ad oggi percorsi – si tramuti in una serie di proposte operative orientate a migliorare ciò che è sempre e per definizione, migliorabile.
Si tratta di non interrompere il viaggio iniziato, viaggio che ha comportato e comporta l’esplorazione di territori diversi e spesso sconosciuti. E come ogni viaggiatore che si rispetti, ciascun volontario avrà, d’ora in avanti, il proprio Passaporto dove verranno via via registrati i visti dei paesi metaforicamente visitati.
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La “volontà” è lo strumento di lavoro del “volontario”. Una volontà “buona”, cioè una volontà che spinge ad agire in conformità di ciò che viene percepito come gioioso “dovere” verso se stessi e gli altri. Un “io” che si trasforma in “noi”, sfuggendo alle trappole del “desiderio”. Attenzione! Desiderando, il volontario (e ciascuna persona, a ben vedere) progetta il proprio essere su possibilità che, all’interno del prendersi cura, non solo non vengono mai afferrate ma la cui realizzazione non viene presa in serio esame né effettivamente attesa. E’ questa la ragione per la quale il volontario deve volere e non desiderare.
Lo Spirito Folletto.

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