LETTERE DA YALGO, BURKINA FASO. Renato e Cristina, volontari-viaggiatori della solidarietà (7)

Ecco la lettera n. 7
Siamo alle battute finali : nel dibattito “tra il cuore che vota per restare tra questa gente e le altre parti del corpo – capelli, braccia, piedi, ascelle …– che votano per una rapida fuga dal caldo quasi insopportabile del Sahel “ ( dal mio saluto ai fedeli di Yalgo : chissà perché ridevano?..), il cuore ha perso. Giovedi alle 7,00 ero con Cris e Leo sulla vetta della pietrosa collina che “domina” Yalgò : così, per abbracciare con un unico sguardo questo paese, anzi: Paese, dove siamo stati accolti come amici carissimi di lunga data. Dove Buon Giorno vuol dire sinceramente “Buona giornata”. Venerdi ho rimpinzato di Latus ( verza) le mie pecorelle, e ho aperto le ultime 2 scatolette per Leò; ho diretto ancora una volta il coretto di 9 bimbi cui ho insegnato il canto popolare trentino ,“Me compare Giacometo” ( per loro: Me Kompare Jakometo ) , abbiamo salutato con gli occhiali da sole appannati Michel, Gabriel, Jean, Brunò, Delphine e, con l’auto delle suore guidate dal Curè Clement, siamo partiti per Ouagadougou, dove abbiamo il volo di ritorno. Leò ci ha accompagnato correndo nella polvere fino alla strada asfaltata: lì l’abbiamo visto fermarsi e, dopo un ultimo sguardo verso di noi, ritornare verso la missione. E’ veramente un delitto non poter comunicare con gli animali per telefono, o con Skype. Sob!
Pensierini Finali:
– “ Non è che NON VOGLIAMO pagare il debito: NON POSSIAMO, perché se non paghiamo il debito non muore nessuno, mentre se lo paghiamo il nostro popolo muore; ma dobbiamo affermarlo tutti insieme: se sarò solo, alla prossima conferenza io non sarò più vivo”: dal discorso di Thomas Sankarà, presidente del Burkina Fasò alla Conferenza dei paesi Africani nel luglio 1987. Tre mesi dopo Sankarà è stato destituito ed assassinato ( complice la Francia del socialista Mitterand ) dal suo vice, Blaise Comparoè, che ha governato per 27 anni, fino alla sua destituzione avvenuta 5 mesi fa-
– ( Pensando al massacro di Tunisi , mentre quaggiù l’ Imam è molto amico di Don Clement , si stimano, si rispettano e si consigliano reciprocamente): “ Le religioni sono tante navi che viaggiano verso un’unica meta: il dramma dell’umanità è che gli equipaggi si appassionano più al loro battello che alla meta finale.” L’ho ascoltata in un film, la condivido pienamente-
– Il prete o la religione? Per la (mia) risposta rinvio i Cinefili ad un buon film dei primi anni sessanta , “Il Coraggio e la Sfida”, dove , in un villaggio del Messico post- rivoluzione, un prete coraggioso ( amato in segreto da una splendida Mylene Demongeot ) lottava contro la violenza di un signorotto locale ( l’attore Dirk Bogard-). Il titolo originale era : “The Singer, not the Song “.
Tra poco prenderemo l’avion e – se il copilota non avrà appena scoperto la moglie a letto col suo migliore amico – torneremo in Italia. Da lì, con una “vera” connessione Internet , vi manderò qualche fotografia.
Wend ninn foo barkà ! ( che è un po’ contradditorio col terzo pensierino , ma ci sta).

Renato Bresciani con Cristina Di Martino, Burkina Fasò, Anno Domini 2015

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