LETTERE DA YALGO, BURKINA FASO. Renato e Cristina, volontari-viaggiatori della solidarietà (4)

Ecco la Lettera numero 4
ll Padreterno, forse visto il coraggio con cui abbiamo superato i primi 10 giorni ( quello dei 39-40 gr.: per gli “elettronici”: un vero “Burn in” ), ci sta regalando notti ancora fresche e un graduale, sopportabile aumento del calore diurno ( 35-37 gr) portato dall’Armatan, vento che scende dal Sahara in lento aumento. Questo ci ha permesso di fare un paio di viaggi A/R a Kaya ( 110 km ) coi bus locali ( avventura scomoda_ mente pittoresca ) per litigare con l’unico Bancomat a volte funzionante necessario per prelevare i vostri versamenti. Per lo stesso motivo, abbiamo sfruttato un viaggio di Clement ed Enzo nella capitale- Questo per l’indispensabile lato venale della nostra avventura; per il resto, gironzolando per Yalgo con le bici nelle ore fresche del mattino abbiamo cercato di capire l’economia del villaggio- Ci sono i lavoratori privilegiati- stipendio ed impiego fissi-: gendarmeria, impiegati di comune e prefettura, infermieri e dipendenti dell’ospedale e del dispensario della Missione ,insegnanti. Metterei tra i Privilegiati anche i minatori della vicina miniera d’oro, che impiega 1400 persone: 400 sono tecnici stranieri- canadesi, russi :la Mine è stata venduta dai canadesi ai russi – che col loro consumismo danno anche un aiuto all’economia locale. La miniera è a cielo aperto, dove il lavoro con i macchinari è duro ma non rischioso (come a Marcinelle, per es)- Dei 1000 Burkinabè impiegati, solo 200 sono di Yalgo, perché qui l’analfabetismo è ancora alto- gli effetti della nuova scuola si sentiranno tra qualche anno- e anche per lavorare In miniera serve la lic. .elementare- La main street – terra e sabbia rosse ( Cris vi è caduta con la bici, si è sgarbellata un po’: ma per fortuna era domenica mattina, e sabato notte fanno la pulizia delle strade,… almeno a Milano…) è fiancheggiata da 3 o 4 “Market” , 3 metri per 4, e da numerosi bugigattoli . La quasi totalità dei commercianti è mussulmana; ma è solo un dato statistico, non relazionale: il saluto è sempre franco e sorridente. Per trovare gli artigiani, non c’è bisogno di cercare le insegne : gommisti, fabbri, falegnami, meccanici , lavorano direttamente sulla strada. Ci sono i muratori : costruiscono le case “dei ricchi” con il cemento, le case popolari con mattoni di argilla induriti dal sole, ma lo stile delle abitazioni è identico; qui alla Missione, dopo il mulino, costruiscono un centro di incontro per le donne: servirà anche a farle uscire dall’ambiente dominato dal padre e a farle parlare dei loro enormi problemi : pensate che, benchè vietata, l’infibulazione viene ancora applicata a molte bimbe. Infine, i contadini: a 3 mesi dalle prossime piogge e a 7 dalle ultime, fanno il lavoro più duro: i fortunati con orti vicino al barrage, la cui acqua cala a vista d’occhio, coltivano ancora verdure varie, che vendono al mercato. Gli altri ricavano qualcosa dalla terra caricandosi in testa o sugli asinelli ( anche i NOSTRI asinelli) l’acqua e trasportandola per lunghi percorsi. Alcuni, allevatori, battono ettari ed ettari di Sahel per raccogliere paglia e sterpi per gli animali; ci sono capre che, a forza di allungarsi per cogliere le spine più alte delle acacie, stanno imparando la posizione eretta… Stasera, dopo 38 giorni di astinenza, ho gustato una INSALATA, vera, verde INSALATA, dono alla Missione di fedeli contadini- Per chiudere questa arida descrizione dell’economia di Yalgo, eccovi il breve racconto di una giornata Stra-Stra-Straordinaria l’ 8 marzo , Festa della Donna : dopo le 2 ore di Messa in Morè,( sempre interessanti, anzi: affascinanti), io e Cris con Michel, il factotum della Missione, ci siamo recati al mercato degli animali: in poco meno di 2 ore di trattativa rigorosamente sotto il sole abbiamo acquistato altri 4 asinelli e 4 caprette. Quindi, in allegra processione- noi in bici e Michel con 3 amici a piedi trainando il gregge- siamo tornati alla Missione. Lì attendevano otto donne ( per l’8 marzo..) alle quali abbiamo donato gli animali, con breve cerimonia e foto ricordo/documentazione e cartello col nome da noi/voi scelto ( destinazione.. Pubelle). Non so descrivervi le nostre emozioni: commozione, soddisfazione, felicità e finalmente un salutare rilassamento: dopo molti giorni di passione per gli ostacoli internet-finanziari siamo in marcia, e chi ben comincia è alla metà dell’opera! Per ora, un altro enorme Grazie a voi donatori. Alla fine, io e Cris siamo corsi al Ristorante per grossa mangiata- pasta al ragù e pollo allo spiedo- e bevuta con gli amici della Missione per la Festa delle Donne ( oggi 8 donne e le loro famiglie saranno felici; e non saranno le sole..).E alle 17, per finire in bellezza, tra il numerosissimi pubblico ad assistere alla tradizionale ( in Burkina Faso!!) partita di pallone tra una equipe femminile ed una maschile ( 9 a 3: ma l’arbitro ci è parso saggiamente parziale..). Ancora GRAZIE per il vostro sostegno, e per la pazienza di avermi seguito fino a qui. Un abbraccio da Renato e dall’inseparabile Cristina.
PS: sembra lunga, ma se cancellate le parentesi si accorcia parecchio…

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