LETTERE DA YALGO, BURKINA FASO. Renato e Cristina, volontari-viaggiatori della solidarietà (3)

Carissimi,

il 1° mese è trascorso e, grazie anche al clima insolitamente mutato ( le notti sono ancora fresche) non anticiperemo il rientro. Un mese, un mese senza aver preso la Malaria (Palù ). Che non sarà mortale , ma è sempre una brutta bestia : al Dispensario ogni giorno c’è qualche ammalato, e la vista dei bimbi febbricitanti stringe sempre il cuore. Probabilmente, in Italia l’unica cosa che non rimpiangerò sarà lo stressante rito – 3 o 4 volte al dì- della spalmatura della crema-antizanzare. Con don Clement ( Curè Clement, l’attivissimo responsabile della Parrocchia e, con
suor Pauline, della Missione) e con Enzo- un toscano che passa 5 mesi all’anno qui a Yalgò- siamo andati al sud, (fino a 300 metri dalla frontiera col Ghana). Ospiti di Jean, il comandante dei gendarmi ( carabinieri) di Yalgo, in ferie a Po, il suo villaggio natale. Siamo stati ospiti festeggiatissimi della sua numerosissima famiglia-moglie, 4 figli, padre, fratelli e cognate, zie, nipoti ecc ecc: alla nostra partenza ci hanno donato cappelli e borse in paglia, e pane e rape locali. Il Comandante Jean, fervente cattolico, è un filantropo: anche con l’aiuto della Missione ( ma lui ci ha
messo terreni e molti franchi ) ha costruito un Liceo – ragazzi/e da 15 a 18 anni – e sta facendo a costruire un Dispensario: non male per un poliziotto…Abbiamo visitato le tre classi del Liceo e Jean, dopo averci presentato, inaspettatamente ( ma forse eravamo un po’ intontiti dal viaggio ) ci ha dato la parola, invitando i ragazzi ad interrogarci. Scusatemi ancora per la retorica, ma sono state 2 ore straordinarie, emozionanti…ok, l’avrete già capito : commoventi. Abbiamo raccontato i nostri studi giovanili ed i conseguenti percorsi lavorativi; abbiamo descritto la crisi e gli effetti
sui giovani che non trovano lavoro, ma non abbiamo dovuto convincerli sull’importanza dello studio : ne erano già pienamente, sinceramente convinti.
“Naturalmente” abbiamo dialogato in francese: e la prima domanda è stata “Ma cosa hanno detto?” …risate generali, ma la ragazza era una “ripetente in Lingua Francese”, e il dialogo è proseguito bene. Mentre parlava, Cris si è aggrappata al mio braccio : temeva le si piegassero le ginocchia; ma anche le mie non erano moltosalde…A cena nel patio di Jean, pescando da grosse pentole ottimi riso, pollo e spiedini, lunga chiacchierata con gli insegnanti. Altra overdose di emozioni, qui insegnare è veramente una missione, la più importante. Enzo ha registrato la loro
carenza di strumenti di laboratorio: credo che i “toscani” dovranno trovare qualche microscopio, qualche tester.. Per rilassarci abbiamo visitato – 80 km di pista polverosa ad ovest di Po- la Riserva di Nazingà : antilopi, babbuini, facoceri e..elefanti ( ce ne sono 650 ) in libertà. Di notte, uscito per ammirare la Croce del Sud ( deludente: il “nostro” Cigno è più bello), con la torcia ho illuminato a una ventina di metri alcune paia di occhietti luminosi, come quelli di grossi gatti: sapevate che gli occhi dei coccodrilli sono fosforescenti..? Ora siamo tornati nel povero nord di
Yalgo. Ho terminato di imbiancare e dipingere il nuovo mulino (un lavoro quasi tutto all’ombra ): presto verrà inaugurato , motore e generatore solare- dono dei soliti toscani- sono pronti. Darà lavoro a due o tre donne, e forse ridurrà l’incessante battere delle donne nei mortai, il cui suono ci accompagna fino a mezzanotte e ci saluta prima dell’alba. Ne riparleremo. Grazie per la pazienza e la benevolenza con cui seguirete queste note, grazie per la vostra affettuosa partecipazione.
Lafì ! ( Salute! )

Renato e Cris

 

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