LETTERE DAL BURKINA FASO: RENATO E CRISTINA RACCONTANO LA LORO ESPERIENZA DI VOLONTARI IN QUELLA TERRA LONTANA E VICINA – 3 –

Avanti …con “alti” e “bassi”  (3-8 febbraio 2021)

Tranquilli, titolo ad effetto ma farlocco: i “bassi “sono in realtà uno solo, per ora già risolto, e cioè: la Francia ha chiuso le frontiere ai Paesi extra U.E.; noi viaggiamo Airfrance, con cambio aereo a Parigi: non uscendo dall’aeroporto noi “non entreremo” in Francia; ma , se 300 passeggeri africani non potranno tornare in Francia, l’aereo Ouagà-Parigi sarebbe quasi vuoto. In una situazione di Internet normale potremmo ricevere le Info da AirFrance in tempo reale, e organizzarci. Cris ha avuto una buona idea: ha trasmesso a mio cugino Marco, pensionato e internauta, i dati del nostro volo, incaricandolo di aggiornarci: e stamane un primo OK. Il volo è confermato, anche se con posti diversi da quelli prenotati, e  su un modello di velivolo differente : probabilmente AF ha già raggruppato i passeggeri di voli – e giorni- differenti su meno voli. Per ora quindi, tutto bene, stress a parte… ( certo, se ricevessimo “auguri da Sharm el Sheick” da mio cugino … qualche dubbio …).E veniamo agli “ alti”, cioè agli obiettivi di questo nostro 6°viaggio a Yalgò realizzati o in via di completamento.      Nutrimento per i Deplaces:  4 febbraio. Sveglia alle 6.30, per appuntamento con Sindaco alle 7 per la consegna ai deplacès delle nostre/ vostre  5 tonnellate di miglio. Poi, per impegni del sindaco, la breve ma emozionante cerimonia è iniziata alle 9 : foto, gomitate di saluto, cartello con “Grazie”. E  il mio ricordo è tornato a quando, 60 anni fa, avevo una bellissima coppia di pappagallini- lui verde, lei gialla- che passavano il tempo a tubare e riprodursi… e mangiare miglio : questo ricordo non vi sembri blasfemo, perché è stato proprio monsieur Yameogò , il sindaco, a ricordare, con una risata, l’uso ornitologico del miglio in Italia e dintorni. Poi, via di corsa (con in pancia solo il caffè bevuto alle 6,30),  al mercato del bestiame, dove abbiamo acquistato 22 caprette   che abbiamo portato alla Canonica, dove il curè Sylvère aveva convocato 20 famiglie per le quali una capretta è già un piccolo capitale ( 2 delle caprette abbiamo voluto consegnarle noi, direttamente, ad una tenda di sfollati). Applausi, foto, gomitate con mascherina ( solo noi, naturalmente..) e…anche questa è fatta.  Capitolo  Pozzi:  Uliviero ci informa che gli scavi del “ suo” pozzo di Tafalgò hanno raggiunto l’acqua: ovviamente, proseguiranno per diversi metri per garantire la maggior portata di acqua, anche nella stagione più avanzata : a giorni andremo col sindaco e il tecnico dei pozzi a verificare l’avanzamento del 2° pozzo previsto dal budget 2021. Col prossimo completamento degli 80 banchi scolastici, una metà del nostro impegno sarà completata, cioè abbiamo speso (investito) tutte le vostre generose donazioni: abbiamo ancora 2 settimane che dedicheremo ( stiamo già dedicando)  a perfezionare l’altra metà dell’impegno,  il “sistema adozioni scolastiche”: foto dei nuovi allievi, verifica coi direttori della posizione  degli iscritti, e – molto importante !- inserimento nel “progetto” di 40 (quaranta) bimbi portatori di handicapp, su richiesta del responsabile del Centro di Educazione di Base di Yalgò : quaranta sono tanti; ma andranno tutti (tutte) alla scuola primaria , quindi il costo pro capite è basso, e .. ce la faremo. Per il progetto scolastico, è Cristina che si carica gran parte della fatica sulle spalle: io sostanzialmente guido lo scooter Dinamite su strade che diventano piste, raggiungendo scuole anche a qualche chilometro da Yalgò; cosa che  ci fa sentire anche un po’ “tornati alla normalità”, dopo lo stress da allarmi terrorismo.( Errata Corrige: il mio compito non è solo quello del taxista: con Cris discutiamo- e decidiamo – le scelte da fare, come abbiamo sempre fatto). Dopo avervi informato sul procedere del “programma ufficiale”, torniamo un po’ alla vita quotidiana. Appena usciamo dalla Missione, siamo inseguiti da bimbi che ci chiedono i bon bon, e che ricevono le “Golia”, caramella piccola- ce ne stanno molte in uno zaino- e dal gusto per loro sconosciuto. Poi si va a prendere il pane e qualche frutto ( anche angurie) dalle ambulanti lungo la strada: quindi al Centro Medico per bere qualcosa con i 2 dottori  e gli infermieri. Pranzo con le suore ( che mangiano come lupi: ogni giorno il riso o il cus cus sono sommersi da pezzi di montone o di porco… cioè una dieta da circolo polare artico..). Dopo la pennichella con lettura ( vi consiglio un titolo  interessante e piacevole: “Il treno dei bambini”) attendiamo la visita delle nostre ragazze, Bebè, Nadesh, Solange,.alle quali si aggrega Soumailì ( o Soumailà: dipende dalla distanza…Freddura!!.). Soumailì ripassa con Cristina i numeri, contando con le dieci dita: a me pare che , più che i numeri, Soumailì creda di imparare il nome delle dita: p.es. , il medio della mano Dx lo chiama sempre allo stesso modo,  sia che cominci contare dalla mano Sx –quindi “8”, sia che cominci da lla mano Dx –cioè “3”)…ma forse mi sbaglio…: comunque, vederlo pulito e ordinato-e in compagnia-è già un grosso risultato.  6 Febbraio : in attesa di trovare il modo di inviarvi per GMail questa Cronaca, proseguo: alle 6 partiamo da Yalgo per Tougourì dove alle 7 lasciamo suor Pascaline che parte con altre decine sorelle per una bel “WE di festa e preghiera “ a Dargò, a 100 km da qui. Con S. Pauline condividiamo lo stupore incazzato per un raduno che sembra ignorare ogni forma di prudenza, di attenzione verso il terrorismo; ma noi  ne approfittiamo per caricare Uliviero ed andare al pozzo scavato a Tafalgò per saluto e foto ricordo: i lavoratori ci aspettano, manca ancora il muretto esterno, ma non importa ( la targa  “Dono degli amici di R e Cr- Milano 2021, preparata da Uliviero, la inchioderanno loro tra pochi giorni). E poi… E POI.. Come il contadino che, saltellando da un pollo all’altro, li spinge per farli rientrare tutti nel pollaio, così io, saltando di palo in palo (così risparmio le rare frasche) cerco di informarvi delle molte realtà che affrontiamo qui. Ieri alle 16 un ragazzino timido si è presentato davanti alla nostra camera: l’ho  interrogato in francese e in morè  ma l’unica sua parola comprensiva era “ecòle”, scuola. L’avevamo già congedato con un bel biscotto, ma, mentre lui si allontanava, un diavoletto mi ha suggerito :”sèguilo ! “. L’avevo visto entrare nel cortile della adiacente Scuola Cattolica, e, con Dinamite, ho fatto in tempo a ritrovarlo e a chiamarlo: quindi ho chiesto ad alcune studentesse di farmi da interprete. Quando mi hanno detto, in francese, che il ragazzino era un profugo (deplacèe) di Arbindà che chiedeva di essere iscritto alla scuola, mi si è stretto il cuore: nel villaggio di Arbindà un anno fa c’era stata una delle stragi più feroci. Tramite le mie interpreti, ho detto OK al ragazzino, dandogli appuntamento a lunedi dal direttore per formalizzare l’iscrizione: naturalmente Cris è stata subito d’accordo e, se avete letto le mie  cronache precedenti, saprete già come il problema del”ce la farà a recuperare? “ per noi è secondario: primus, togliere un bimbo dal tedio e dalla solitudine del rifugiato! Ah, dimenticavo: Grazie, Diavoletto! E POI… c’è stato Bassirù, simpatico e studioso ragazzino di Banì ( 20 km a Est di Yalgò: conosciuto durante uno dei nostri giri 2 anni fa perché, dopo soli 4 mesi di scuola, si arrangiava già bene col tedesco, lingua con la quale mi aveva salutato. Il padre,proprietario di 50 vacche, aveva scelto  di farlo studiare: ma un’epidemia bovina gli ha dimezzato la mandria..Per farla breve, anche se è fuori dalla nostra “zona di intervento,”, gli paghiamo l’anno scolastico, augurandogli che la famiglia si riprenda presto. E POI.. c’è il vecchietto ( ma forse ha solo 60 anni..) che vende al mercato contenitori per granaglie ricavati dal guscio di un grosso frutto ( non identificato): la parte esterna è istoriata, con bei disegni geometrici . Il nonnino mi chiede mille Fcfa ( 1 euro e mezzo), ma non ha da cambiarmi, e si accontenta del  biglietto da 500 che adocchia nel mio portafoglio; ma non mi pare giusto, e pochi minuti dopo sono di ritorno con i 500 mancanti: stupito e felice mi ringrazia rumorosamente. Forse avrei dovuto tirare sul prezzo, forse l’artista gode di una buona pensione ( chi ha riso?!!..) e fa questi oggetti solo per passione..forse .: di certo c’è che non ho idea di come useremo il “contenitore/mestolo”; ma me ne farò una ragione. E POI.. c’è un signore che si presenta alla nostra porta con carte mediche in mano ( le suore temono il terrorismo, ma boia! se una volta si ricordassero di chiudere il cancello !) e chiede, non capiamo cosa: il “tuttofare” della missione ci traduce la richiesta di aiuto per il suo bambino di 2 o 3 anni ( è in braccio alla giovane madre che attende al cancello): una  grossa garza copre un occhio (probabilmente gravemente lesionato).Ci fidiamo di quello che leggiamo sul volto di questo padre e lo indirizziamo all’ospedale di Kayà, pagando il viaggio a padre, madre e bimbo, e aggiungiamo una cifra sufficiente almeno per le prime cure mediche. Suor Pascaline osserva critica, perché sospetta che” l’uomo  sia una vedetta  dei terroristi”; ma, poco dopo, Suor Pauline ci confida di avere anche lei dato consigli e un piccolo aiuto alla famigliola. Forse non sapremo mai come andrà a finire…ma dopo 3 giorni nessun terrorista ci ha cercato, e quindi..va bene così: Auguri, piccolo sconosciuto..E POI: fine della  pagina.  Grazie. ..

Renato e Cris, 7.2.21

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