IL RACCORDO TRA GIORNATA DELLA MEMORIA E SETTIMANA DELL’EDUCAZIONE: UNA RIFLESSIONE

Riceviamo da Chiara Alpi il seguente contributo, che volentieri pubblichiamo. Ne segnaliamo l’interesse che riveste per l’azione didattico-pedagogica orientata a promuovere la cultura del rispetto. Un tale approccio culturale non può prescindere dal trasformare il ricordo in memoria, paradigma metodologico tradotto in pratica proprio oggi, giorno della Memoria, 27 gennaio. Seguiamone lo sviluppo argomentativo, sottolineando che la strategia scelta e adottata in questa occasione non può esaurirsi in un’unica giornata bensì, al contrario, caratterizzare l’articolarsi delle giornate lungo tutto l’asse temporale, scolastico e non.

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Oggi, 27 gennaio, è la giornata della Memoria. Memoria, sì, con la lettera maiuscola.
In questa giornata che cade nella settimana dell’educazione sono molte le domande che mi sono fatta: che cosa, esattamente, dobbiamo ricordare? Come possiamo spiegare ai nostri bambini, ai bambini che incontriamo, quello che è successo in un passato che a loro sembra distantissimo? Perché è importante ricordare? Come possiamo rispondere a tutti i loro perché?

Personalmente ritengo che, per spiegare questa cosa ai bambini, noi in primis dobbiamo tenere presente che, con questa giornata, non stiamo ricordando solo l’orrore delle torture, dei campi di lavoro, di concentramento descritti in “Se questo è un uomo” di Primo Levi, in “Lasciami andare, madre” di Helga Schneider o nel film “Schindler’s list” (Libri e film che ho letto e visto, ma da adolescente/adulta, proprio a causa di alcune scene, descrizioni, sottintesi. Sono sicura che ce ne siano molti altri).

Stiamo ricordando la pericolosità dei pregiudizi, usati per categorizzare, ma soprattutto per dividere; stiamo ricordando bambini che non potevano andare a scuola solo perché ebrei, persone che non potevano entrare nei negozi o fare la spesa solo perché ebrei; stiamo ricordando i ghetti; l’evitamento e la stigmatizzazione; stiamo ricordando che le persone quando vedevano un ebreo lo ignoravano, cambiavano marciapiede (se andava bene); lo sciogliersi e lo scomparire dei legami e delle relazioni.

Stiamo ricordando la paura, il continuo guardarsi intorno, lo stare chiusi in casa nascosti; la caccia all’uomo, alla donna, ai bambini, a chiunque pur di non essere definiti complici: la paura delle persone e per le persone; stiamo ricordando i soprusi messi in atto da chi era in una condizione di potere… solo per il semplice fatto di avere l’autorità per farlo; la dittatura.

Stiamo ricordando la paura dei bombardamenti che chissà dove sarebbero caduti, quando, chi avrebbero colpito.

Ricordiamo l’attesa, quella che scavava dentro, in attesa di risposte e notizie che avrebbe potuto salvarti la vita… o condannarti; la speranza di non essere abbandonati; la voglia e la disperazione di combattere per la propria vita e per quella degli altri.

Ricordiamo gli ideali e ne capiamo l’importanza, ci poniamo domande: fino a che punto ci spingeremmo in nome di un ideale?

Tenendo presente che la giornata della memoria è tutto questo (e anche molto di più… non credo, per quanto io ci rifletta, di poter mai arrivare a cogliere TUTTO ciò che questa giornata racchiude) si possono quindi trovare diversi modi e diverse strade per giungere a parlare dell’Olocausto, pur non “riempiendo” le orecchie e i cuori di bambini con descrizioni di morti e torture. Magari con un orsacchiotto che deve abbandonare il proprietario, con la storia di un bambino che ha paura della portinaia per poi accorgersi che sono altre le persone cattive, con un continuo parallelismo tra la prevaricazione vissuta allora e le più piccole (ma non per chi le sta vivendo che le vede insormontabili) prevaricazioni quotidiane.

È sicuramente un argomento molto delicato e da trattare con cautela, di sicuro non è un argomento che il bambino deve affrontare in autonomia: anche molti albi illustrati, pur cercando di essere delicati, rischiano di andare a urtare la sensibilità di un bambino, soprattutto se è la prima volta che sente parlare di questo argomento.

Detto questo, in questi ultimi giorni ho cercato in lungo e in largo suggerimenti su come introdurre e trattare l’argomento con i bambini, trovando blog di insegnanti che sono riuscite a introdurre i bambini all’argomento, ovviamente inserendolo in un percorso, con sensibilità e con quell’empatia che non deve mai mancare.  Suggerisco a questo proposito il sito www.ciaomaestra.com, che ha uno spazio apposito in cui vengono raccolte le attività sulla giornata della memoria programmate nei vari anni e in collegamento con le materie didattiche. La lunghezza del materiale presentato e la qualità sono adatti e adattati a varie fasce di età (in alcuni casi sono solo brani tratti da un libro, ad esempio), segnalate di volta in volta sotto a ogni suggerimento (il consiglio è comunque di visualizzare i file prima, in modo che si possa capire se adatti ai destinatari del nostro intervento).

Ho trovato io stessa molti suggerimenti di lettura e di visione, che non avevo precedentemente preso in considerazione o avevo sottovalutato; inutile dire che mi sono ricreduta e che spero ora possano essere di ispirazione per voi come lo sono stati per me, soprattutto in vista di un lavoro con bambini su argomenti che sono difficili e pesanti per il cuore e per l’anima, per chi ascolta e per chi parla.

P.s. suggerimenti di altri film, libri, video, canzoni che hanno smosso qualcosa nel vostro cuore riguardo questo argomento sono molto ben accetti.

Chiara Alpi

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2 Replies to “IL RACCORDO TRA GIORNATA DELLA MEMORIA E SETTIMANA DELL’EDUCAZIONE: UNA RIFLESSIONE”

  1. GRAZIE Chiara per questa bella e utile riflessione. Purtroppo ci sono ancora troppi bambini che vivono in clima di razzismo in molte parti del mondo ancora oggi.
    Il parallelismo fra antisemitismo e le persecuzioni di allora nelle esperienze dei singoli individui deve poter essere argomento di discussione nelle nostre scuole. Solo così potremo seminare bene nella speranza un giorno di non assistere mai più a tragiche esperienze di razzismo di massa.
    Fra i libri per bambini e adolescenti ci dono
    Un sacchetto di biglie
    Quando hitler rubó il coniglio rosa
    L’amico ritrovato

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    1. Sono d’accordo con il tuo pensiero, anche per quanto riguarda l’importanza del parallelismo tra diversi tipi di prevaricazione. Cosa tra le altre che potrebbe essere utile anche a far capire perchè questa giornata è importante nonostante siano fatti avvenuti molto tempo fa… per i bambini un tempo lontanissimo.
      Il cartone “La stella di Andra e Tati” racconta proprio due storie parallele, è molto carino. Io l’ho trovato consigliato nel sito che ho scritto. dura 30 minuti e si trova su Raiplay.

      Grazie mille per i consigli… provvederò a inserirli nella mia lista lettura.

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