DIREZIONE D’ORCHESTRA E LEADERSHIP Come condurre un gruppo a fare bene musica insieme.

(“Piccole anime mantengono l’ordine, grandi anime dominano il caos”)

Nell’anno accademico 2005/2006, Claudia Brancaccio – musicista – si è laureata in Psicologia con una tesi dal titolo “Sull’arte di dirigere le persone”. Per le curiosità che alle volte la vita riserva, una copia di questa tesi occhieggia dalla piccola libreria dell’UVI. Certo, è una tesi di laurea, articolata e complessa, di oltre duecento pagine. Ma scorrendone qua e là le righe, ne spuntano considerazioni che molto hanno a che fare con le attività associative. Dove il coordinare e gestire un gruppo rientra nei principali compiti delle coordinatrici, cui naturalmente si aggiungono educatrici, responsabili e volontari. La domanda è: come fare per condurre un gruppo a fare bene musica insieme (la metafora è evidente e non necessita di chiarimenti)?

“Piccole anime mantengono l’ordine, grandi anime dominano il caos”: quali allora i suggerimenti da fornire alle nostre anime, immaginando e sperando che siano né piccole né grandi, ma di una natura “media” (la capacità di dominare il caos è al momento un obiettivo utopistico…)?
Claudia Brancaccio, nel capitolo “La Visione”, cita dal Piccolo Principe: «Se vuoi costruire una nave, non radunare gli uomini per procurare il legno e preparare gli strumenti, non assegnare compiti, ma insegna agli uomini la nostalgia dell’oceano infinito». Nell’animare, promuovere e sostenere le attività svolte in campo da un’Associazione di volontariato quale UVI è, diventa centrale la dimensione della Visione che ha a che vedere con il processo di Con-Di-Visione.
«La capacità di elaborare una visione può essere definita come la capacità di darsi (ma soprattutto di dare, comunicare, condividere) un obiettivo idealizzato che consiste in un futuro migliore del presente e dunque, per questo, sfidante; è l’abilità di creare e articolare una visione credibile, realistica e, soprattutto, attraente del futuro, che rappresenti, per un’organizzazione o per un’unità organizzativa (Associazioni comprese) un’occasione di miglioramento e sviluppo rispetto al presente», scrive Claudia Brancaccio. E, una volta che la “visione” sia stata definita e individuata (il che non è da dare per facile e scontato), deve necessariamente essere comunicata: senza una comunicazione credibile e in dosi massicce, è praticamente impossibile coinvolgere le persone.
Dalla piccola libreria dell’UVI occhieggia anche il primo (e unico, mai più pubblicato) volume dell’” Almanacco semestrale di cultura associativa”, Luglio-Dicembre 2016. “Appunti e materiali per i volontari all’opera”. In Appendice vengono ripresi e declinati nel contesto associativo i contenuti della Tesi di Claudia Brancaccio. Vi è stato annotato che svolgere attività di volontariato non è un obbligo, una fatica quotidiana o un dovere. Piuttosto, riguarda la libera scelta di un’occasione di socializzazione, un mezzo di autorealizzazione che favorisce la soddisfazione personale, dando contemporaneamente risposta alle richieste di aiuto e sostegno che dovessero essere poste dai vari e più diversi interlocutori. E poi la metafora musicale:

– Le Regole devono essere condivise.
Un’Associazione non può essere gestita ignorandone tempi, regole e RITMI. Nessun brano può essere eseguito senza seguirne il Ritmo prefissato.
– La Melodia (Creatività e Idee).
La Melodia è lo sviluppo creativo del brano, l’invenzione nel tempo delle sue note fondamentali; la melodia è ciò che ci rimane più impresso di una canzone o di un brano.
– L’Armonia (Le Relazioni).
La musica (così come tutto ciò che è prodotto da un’Associazione di volontariato…) è fatta di suoni, ciascuno diverso l’uno dall’altro per intonazione, timbri, intensità, provenienza, originalità, modulazione. Tra i suoni che compongono un brano musicale ci sono precise e misurabili Relazioni. L’Armonia è quindi una questione di Relazioni.
– Integrazione tra Ritmo, Melodia e Armonia: il ruolo di coordinatici e responsabili.
L’arte volontariale consiste nella capacità di “mettere insieme” le singole componenti, di valorizzarle e di ottenere il massimo da disciplina, creatività, organizzazione. Una qualsiasi Associazione è composta da molte persone, da individualità diverse che devono essere “guidate” in modo che cantino all’unisono.

Di queste ed altre considerazioni se ne è scritto nell’Almanacco di quattro anni, ben prima dell’odierna pandemia. E ora COVID19 impone un’ulteriore accelerazione per quanto riguarda l’invenzione e la riformulazione creativa di tutte le procedure operative che hanno finora caratterizzato UVI.

Non resta quindi che augurarci buon lavoro.

*

One Reply to “DIREZIONE D’ORCHESTRA E LEADERSHIP Come condurre un gruppo a fare bene musica insieme.”

  1. Bellissima questa immagine che ci hai regalato. In fondo coordinare è un po’ come educare: occorre essere credibili, interessati, appassionati e il più coerenti possibile con ciò che si chiede ai nostri collaboratori e ai nostri volontari, a partire da noi stessi.

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