BURKINA FASO. Dal Diario dell’ascolto e dell’azione solidale. 7

Ancora a Yalgò, ma…
Ma non è più la stessa cosa. Ieri mattina, dopo esserci assicurati che il tassista non fosse un Djadista ( è stato lui stesso a rassicurarci) ci siamo fatti portare al Village des Artisans, struttura moderna che ospita numerosi laboratori di artigiani: una visita interessante corroborata da qualche acquisto ( “il consumismo arma letale contro il terrorismo”). Nel viaggio abbiamo attraversato l’Avenue N’Kruma, ove si trovano il bar- ristò “Il Cappuccino” e l’Hotel Splendide, luoghi del massacro: accesso chiuso dai militari. All’ospedale S. Camille abbiamo cercato il gesuita Umberto, conosciuto in un dibattito al Circolo PD” A.Caponetto”, ma ora è in Italia. Da alcune bancarelle abbiamo acquistato patatine e banane fritte e succhi di frutta, che abbiamo consumato all’albergo- che non poteva prepararci nulla poiché tutti gli alimentari, Gran mercato compreso, sono serrati per il primo dei 3 giorni di lutto. Nella breve camminata di ieri il timore iniziale era svanito : non riuscivamo ad immaginare che tra quelle persone, prime nel saluto, pronte al sorriso e al dialogo condividendo con noi lo sdegno e la tristezza per i morti e per la desolazione provocati dai terroristi, si potesse celare un fanatico pronto ad accoltellarci o a travolgerci con un automobile. Poi Clement è arrivato e abbiamo lasciato la capitale e le brave suorine hanno tirato un sospiro di sollievo, erano stanche di cercare di trattenerci : esagero, sono state veramente un appoggio morale per noi.
Alle 19 eravamo a “casa”, accolti da un festoso scodinzolante Leò , che forse aveva temuto fossimo già tornati in Italia. Abbracci a tutti, cena breve , alle 22 a nanna: ma le informazioni, le raccomandazioni di restare a Yalgò, annullare i nostri “ giretti” ci hanno fatto intuire che non sarà più la stessa cosa.
Stamane alle 5 eravamo svegli, ma è stato bello risentire asini, galline e montoni rompere di nuovo il silenzio.
Invio questa mail breve per tranquillizzarvi: siamo sinceramente, profondamente commossi e riconoscenti per il centinaio di messaggi, mail e telefonate con cui ci avete avvolti e rincuorati. Grazie, a presto.
Renato e Cris

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