IL PAPÀ CHE FUMA I SOGNI

In uno strano paese (nessuno sa dove sia) da sempre uomini, donne e naturalmente bambini, non fumano sigarette. E neppure sigari. E men che meno pipe. Nessuno consuma tabacco. Ma la Tabaccheria esiste. E, allora, che cosa vende? Vende sogni. Gli abitanti di quel paese fumano sogni!
Per esempio, il papà di due bambini, prima di accompagnarli a scuola, entra in negozio e chiede un pacchetto di sogni. Lasciata la Tabaccheria, aspetta che il semaforo diventi verde (per andare alla scuola bisogna attraversare una grande strada dove le automobili corrono veloci), e si accende il primo sogno.
È un sogno breve, un po’ confuso. Tiene per mano i due bambini e intanto guarda il suo primo sogno. È un po’ come andare al cinema: vede se stesso quando, bambino, faceva suonare di nascosto le campane della chiesa dove la nonna lo accompagnava la domenica mattina. Il parroco gli corre dietro gridando “Peste di un diavolo di bambino! Se ti prendo!”. Ecco che il semaforo diventa verde e il sogno si spegne all’improvviso.
Portati i bambini a scuola, corre al lavoro. Corre perché è sempre in ritardo, quel povero papà.
Alle volte prende l’autobus, alle volte il tram, alle volte la bicicletta e alle volte la propria automobile. In ogni caso, nella strada che deve fare per andare dalla scuola dei figli al lavoro, si accende il secondo sogno. E sogna: Cappuccetto Rosso gli si avvicina dicendogli: mangia questa mela. E’ dolce e buonissima. Il papà, al primo morso, si trova però trasformato in una goccia di rugiada. Arrivato al lavoro, un suo collega non lo vede e lo schiaccia (come del resto si fa a notare una goccia di rugiada?).
Dallo spavento – e per fortuna – smette di fumare il suo secondo sogno.
Continua a sognare, il papà che fuma i sogni (nel pacchetto acquistato in Tabaccheria ce ne sono almeno una ventina). Sarebbe adesso troppo lungo raccontare tutti i sogni che il papà poi spegne nel posasogni, vicino alla finestra.
Ma il sogno che fuma prima di andare a dormire e dopo aver raccontato ai bambini le Novelle della Buona notte, ve lo voglio raccontare.
Apre la finestra e accende l’ultimo sogno prima di andare a letto: il cielo è buio ma alcune nuvole sono luminose. Sapete che cosa sono le Ombre Cinesi? Ecco: sullo sfondo delle nuvole si muovono i personaggi di tutte le fiabe del mondo. Streghe, Orchi, Fate, Mostri, Principi e Principesse. Cenerentola gli si avvicina dicendogli: tu sei un bravo papà ma, forse, dovresti smettere di lavorare per poter giocare tutto il giorno con i tuoi bambini. Inutile farli andare a scuola. Portali a spasso. Insegna loro a fare tanti scherzi ai passanti e ai maestri. Continua a fumare il suo sogno ma ecco che all’improvviso una stella cadente lo fa sparire. Il papà resta alla finestra, e pensa.
Il giorno dopo si licenzia (Cenerentola gli aveva detto di non preoccuparsi per lo stipendio: un gruppo di Fate avrebbe fatto avere alla sua famiglia tutto ciò di cui avrebbero avuto bisogno) e da allora lui e i suoi due bambini, di nascosto, tirano palline di burro ai passanti.
Il papà e i suoi due bambini vissero mille e mille anni ancora, andando a spasso non solo per il nostro mondo ma anche per tutti i pianeti dell’Universo. Visitando stelle, pianeti e galassie fatte di sogno.

3 pensieri su “IL PAPÀ CHE FUMA I SOGNI

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