Da Antonio. Alla cucina dei pensieri 5. La Teoria dell’Attaccamento di John Bowlby

Seppur siano stati molteplici i contributi da parte di numerosi studiosi, si è soliti attribuire a John Bowlby la Teoria dell’Attaccamento.
E’ impensabile in un articolo racchiudere tutto il pensiero di Bowlby, pertanto proveremo a riassumere i punti fondamentali delle sue teorie. Ci è utile conoscere le teorizzazioni di Bowlby perché sono il punto di partenza delle ricerche sulla relazione madre-bambino e forniscono informazioni su come la personalità di ogni individuo inizi a prendere forma nei primi anni di vita.
John Bowlby era uno psichiatra e psicoanalista inglese nato nel 1907. Per le sue teorie venne fortemente criticato, addirittura accusato di non essere stato capace di comprendere appieno il significato degli insegnamenti della scuola psicoanalitica. Bowlby in realtà abbandona volutamente l’approccio psicoanalitico, nello specifico il modello Freudiano secondo cui il legame che si instaura tra madre e figlio sia dettato dalle pulsioni che spingono il bambino alla ricerca di una gratificazione orale. Al contrario, Bowlby sosteneva che il bambino crea un legame con la madre non per un bisogno fisiologico, ma perché geneticamente predisposto a farlo, così come i genitori hanno nel loro corredo genetico la prontezza nell’accorrere ai segnali del figlio.
La Teoria dell’Attaccamento di Bowlby trova le sue fondamenta negli studi sul mondo animale condotti da Konrad Lorenz e gli studi di Harlow sulle Scimmie Rhesus. Vi riporto il link del video dell’esperimento di Harlow che vi consiglio di vedere e vi mostrerà come l’attaccamento non derivi dal bisogno di nutrimento (https://www.youtube.com/watch?v=Inx2O_T1y-s).
Le fasi dell’attaccamento
Bowlby individua quattro fasi nei primi tre anni del bambino in cui si sviluppa e diventa stabile l’attaccamento
• 0 – 2 mesi: i comportamenti del bambino in questa fase non sono intenzionali e seppur riesce a riconoscere la madre dalla voce e dall’odore non riesce ad essere selettivo verso il mondo esterno;
• 2-6 mesi: il bambino inizia ad essere discriminante nei confronti delle persone con cui viene in contatto;
• 6-18 mesi: l’attaccamento diventa stabile e il bambino, intorno ai 12 mesi, usa la madre come base sicura per esplorare l’ambiente;
• 18-36 mesi: l’attaccamento è ormai stabile. Il bambino riesce a rimanere tranquillo in ambienti sconosciuti purché sia presente la madre, ma può iniziare anche a tollerarne l’assenza;
La madre riveste un ruolo di estrema importanza in riferimento a quello che Bowlby chiama base sicura. Il bambino infatti può esplorare il mondo sentendo di potersi allontanare dalla madre perché qualora incontrasse una qualsiasi minaccia sa che potrà tornare dalla madre, che, in risposta, lo farà sentire protetto e confortato.
La Separazione
Durante la sua formazione, Bowlby lavorò in una casa per ragazzi disadattati che avevano avuto delle relazioni tossiche con le loro madri. Questa esperienza influenzò notevolmente il suo pensiero. Nel 1944 condusse uno studio esaminando storie di quarantaquattro giovani ladri e giunse alla conclusione che la relazione disturbata madre-bambino fosse il segnale precursore di un disturbo mentale. Una prolungata separazione dai genitori era fortemente marcata in soggetti an-affettivi. Bowlby, concluse, che la separazione precoce può avere delle gravi ripercussioni sulla vita adulta dell’individuo.
La separazione si snoda in 3 momenti:
• la protesta per la separazione
• la disperazione per l’assenza della figura di riferimento
• il distacco finale
Il distacco finale può essere meno doloroso qualora nell’ambiente ci sia una figura capace di sostituire quella di riferimento.
MOI – Modelli Operativi Interni
Secondo Bowlby il bambino elabora dei Modelli Operativi Interni che sono delle rappresentazioni mentali del sé e degli altri in risposta alla relazione con la figura di attaccamento. La loro funzione è quella di fornire al bambino una previsione e un’interpretazione sui sentimenti, pensieri e comportamenti suoi e del caregiver in relazione all’attaccamento. Il bambino grazie ai MOI riesce a elaborare previsioni su ciò che può aspettarsi dalle interazioni con le altre figure di attaccamento.
Un bambino che sperimenta amore e protezione interiorizzerà un modello operativo della sua figura di attaccamento come attenta ai suoi bisogni, e allo stesso tempo maturerà la concezione di sé come soggetto meritevole di protezione e di amorevoli cure.
Al contrario un bambino in condizioni di accudimento negative svilupperà dei modelli operativi disfunzionali.

Mary Ainsworth e la Strange Situation
Mary Ainsworth ha il merito di aver fornito prove empiriche delle teorie di Bowlby e di aver, attraverso un metodo di osservazione universalmente riconosciuto, classificato i diversi stili di attaccamento. Il procedimento osservativo utilizzato, conosciuto come Strange Situation, consiste in una prova di stress crescente della durata di circa 20 minuti in cui vengono analizzate le reazioni del bambino agli episodi di separazione e successivo ricongiungimento del bambino con il suo caregiver, il tutto di fronte ad una figura a lui estranea.
Di seguito vediamo quali sono gli stili individuati
• Attaccamento Insicuro/Evitante : il bambino esplora l’ambiente e senza protestare al momento della separazione della madre continua indisturbato a giocare. Questo stile si associa a un modello operativo interno di rifiuto della figura di attaccamento. I bambini con questo stile hanno sperimentato in passato più volte la mancanza o la difficoltà nell’avere un legame con la figura di attaccamento a tal punto da imparare a farne a meno.
• Attaccamento Sicuro : il bambino esplora l’ambiente, ma al momento della separazione protesta per poi farsi consolare nel momento in cui si ricongiunge con la madre. Il modello operativo interno di questi bambini è quello di una figura pronta ad intervenire in caso di bisogno. La figura di attaccamento soddisfa le aspettative di disponibilità.
• Attaccamento Insicuro/Ambivalente: i bambini sono restii all’esplorazione perché agitati e turbati nella fase di separazione. Non riescono a trovare conforto neanche nella fase di riunione con la madre. Il modello operativo è derivante da un accudimento inadeguato e spesso incostante. Essendo la figura di attaccamento instabile e imprevedibile preferiscono stare il più possibile vicino a essa e rinunciano all’esplorazione.
• Attaccamento Disorientato-Disorganizzato : ci troviamo in questo caso di fronte a bambini che non reagiscano perseguendo un fine. Assumono atteggiamenti privi di un’organizzazione quali rimanere immobili o addirittura coprirsi gli occhi alla vista della madre. C’è un’associazione a storie di maltrattamenti e abusi, lutti e perdite significative. Succede che la figura di attaccamento spinta da una forte apprensione causi un corto circuito nel bambino che invece di trovare conforto nella madre, addirittura ne è spaventato.
Questi sono i passaggi fondamentali della Teoria dell’Attaccamento e dai quali spero possiate trarre spunti per i vostri approfondimenti. Se vi è piaciuto l’articolo condividetelo sulle vostre pagine e lasciatemi un commento.
Antonio Viscardi

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