L’Albero dai 1000 colori e i Diritti dei bambini

In Italia siamo bravissimi. Accogliamo, ci prendiamo cura, spegniamo fuochi.
In modo particolare grazie al lavoro puntuale e costante delle agenzie educative no profit sparse sul nostro territorio.
Il periodo storico, però, ci impone uno sguardo che vada oltre alla risoluzione dell’emergenza. Anche nel nostro paese ormai sono molti i bambini che non possono andare all’asilo, così come molti sono i bambini che non possono permettersi di mangiare alla mensa scolastica. Diventa necessario dunque attuare strategie e interventi costanti nel tempo volti a migliorare le condizioni dei bambini che hanno più bisogno di attenzione educativa.

L’attenzione educativa nasce dall’ascolto dei bisogni e vede due luoghi privilegiati di sviluppo: la famiglia e la scuola. Entrambe rappresentano i primi esperimenti sociali degli esseri umani.
Noi ci occupiamo in modo particolare del secondo ambito, la scuola; lo facciamo a partire dalla famiglia, che coinvolgiamo fin dall’inizio del percorso di supporto scolastico all’interno dei nostri progetti. Perché il settimo principio della Dichiarazione dei diritti del fanciullo recita: “Il fanciullo ha diritto a godere di un’educazione che contribuisca alla sua cultura generale e gli consenta di sviluppare le sue facoltà, giudizio personale, senso di responsabilità morale e sociale per divenire un membro utile alla società”.
La Carta dei diritti nacque durante la prima guerra mondiale per volontà di una signora lungimirante e attenta alle fragilità umane, Englantine Jebb; aveva prestato servizio nella Croce Rossa in soccorso dei bambini, vittime innocenti, allora come oggi, della guerra.
Il testo è passato di mano in mano nell’arco di decenni, fino a diventare la Dichiarazione dei diritti dell’infanzia; la sua finalità è assicurare a ciascun bambino nel mondo felicità, salute e sicurezza. L’Italia ha ratificato la Convenzione il 27 maggio 1991.
Molte sono le organizzazioni che hanno tradotto la Dichiarazione in un linguaggio semplice e accessibile ai minori; la versione che preferisco è quella dell’UNICEF che esplicita nei seguenti articoli gli aspetti più congruenti con gli obiettivi della nostra azione sociale: art. 31: “Hai il diritto di giocare”; art. 29: “lo scopo della tua istruzione è di sviluppare al meglio la tua personalità, talenti, capacità…”; infine l’art. 15 che parla del diritto all’amicizia.

I progetti di UVI si ispirano a questi principi, in particolare “L’Albero dai 1000 colori”, e un albero non può crescere da solo: ha bisogno di linfa, di luce e di amore. I bambini per crescere hanno bisogno del contributo di tutti, siamo tutti chiamati a preoccuparcene, diffondendo come per contagio l’idea che solo così possiamo davvero tentare di prevenire ogni forma e sottospecie di disagio sociale in età adulta.
I volontari e la loro azione costituiscono la linfa vitale dell’”Albero” e del progetto che esso rappresenta. Ogni volontario entra in risonanza con i bisogni dei bambini che incontra. Da questo incontro, come in un abbinamento di talenti e desideri, nasce la sinergia del lavoro educativo che realizza gli obiettivi di crescita e di sviluppo evolutivi a cui siamo interessati e per i quali ci impegniamo ogni giorno.

Eleonora Alvigini
Coordinatrice Albero dai 1000 colori

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