SULLA TRINCEA DELLA VITA I BAMBINI SVENTOLANO LA BANDIERA DEI “PERCHÉ?”

E NOI ADULTI…? L’OPINIONE DI ANGELICA

Nella mia (non proprio facile…) vita mi sono chiesta spesso perché capitavano cose che a volte mi ferivano e a volte mi rasserenavano. Ho cercato di conservare quel ritaglio di bambina che in ogni caso continua a caratterizzarmi come persona e ciò mi ha consentito e mi consente di piantare fiori di pensiero nel giardino dove passo le mie giornate e le mie notti. Ho pensato di dipingere di parole, con semplici tratti, la tela delle riflessioni che desidero condividere con voi e con coloro che mi ascoltano, anche solo per qualche minuto.

Questo è il risultato:

Perché

Quando il bambino è piccolo chiede: Perché?

Ogni cosa: Perché?

Quando è grande si chiede il Perché:

Perché succede e tutto ciò è successo?

Se da bambino avrà delle risposte superficiali,

Senza senso oppure banali,

Quali sono i valori che farà propri e lo guideranno?

Quale identità per questo bambino?

Sarà un bambino fragile, timido, chiuso

Oppure ribelle, maleducato…

Che uomo sarà da grande?

Se avrà delle risposte vere, concrete,

Che fanno nascere altre domande e altri “perché”,

Potrebbe diventare noioso per l’adulto.

Ma è lì a spiegare e a vivere quell’esatto momento

Colorato di domande.

Quel bambino saprà che nell’adulto

Troverà risposte, sicurezza, risposta alle sue paure,

Risorse per le fantasie…

Sarà un bambino che saprà percorrere la sua strada

Senza chiudersi ma comunicando … e raccontando

Le proprie emozioni e i propri sentimenti.

Che uomo Sarà da grande?

L’adulto, quando si chiede il Perché,

Dovrebbe ascoltarsi per poi porsi la domanda:

Quale vita fare? Come vivere?

Con mille Perché oppure affrontare la vita:

Rimanere bambino o diventare adulto.

Diventare responsabile delle proprie azioni

Oppure cercare scuse, magari dando colpa agli altri…

Prendere coscienza di se stessi.

Migliorando gli sbagli altrui.

Scegliere la propria identità

E percorrere la propria strada

Facendo del bene.

Il bene fatto agli altri cura le ferite nascoste.

Oppure lasciare crescere la rabbia,

L’odio e la cattiveria,

Portandolo sulle strade sbagliate

Pensando che le ferite si curano…

Il male si può curare solo con il bene

Con l’amore e la comprensione.

Coscienza delle proprie ferite e altrui.

ANGELICA MIHOC

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