DALLE VARIANTI COVID ALLA VARIANTE LIMONE: PERCHÉ UN PIANO VACCINALE ABBIA SUCCESSO….

….Occorre che il processo si svolga attraverso alcune precise fasi fondamentali.

  • Analisi retrospettiva

Riguarda l’esame di ciò che è stato fatto in passato

  • Analisi del macro ambiente

Prevede l’analisi di variabili che riguardano l’ambiente esterno:

Variabili socio-culturali, variabili tecnologiche, variabili economiche, variabili politiche e legislative

  • Analisi del micro ambiente

Riguarda l’esame dei fattori che interessano più direttamente le persone interessate al e dall’intervento:

La domanda e i bisogni dei destinatari dell’azione, in questo caso vaccinale; la concorrenza in riferimento ai prodotti-vaccini disponibili sul “mercato”; la distribuzione, copertura territoriale, struttura e organizzazione della “forza vendita”

  • Esame delle risorse

Riguarda i mezzi a disposizione: finanziari (investimenti, scorte); produttivi (capacità di produzione); logistici (depositi, mezzi di trasporto, strumenti di pianificazione e controllo; mezzi commerciali (grado di diffusione, risposta alla domanda); canali di distribuzione

  • Definizione della “missione”

Concerne l’identificazione di bisogni e esigenze

  • Determinazione degli obiettivi

Sulla base delle analisi dell’ambiente e delle risorse, si identificano i maggiori punti di forza e di debolezza dell’azione ipotizzata

  • Scelta delle strategie

Rappresenta la connessione tra obiettivi fissati e i programmi operativi

  • Sviluppo dei programmi di intervento

Si tratta della fase tattica, cioè la definizione di quattro variabili: prodotto, prezzo, distribuzione, promozione

  • Valutazione dell’efficacia

Si verificano eventuali discrepanze tra risultati effettivi e risultati attesi, identificandone le cause.

Ci si augura che CTS (Comitato Tecnico Scientifico) e Ministeri interessati si siano attenuti, almeno in qualche misura, ad un piano operativo definito ormai da molti decenni in tempi non sospetti – e comunque ancora efficace – e quando mai ci sarebbe aspettati una pandemia così diffusa e devastante. In Italia si sono superati i centomila decessi. Il problema è che di queste analisi preliminari i diretti interessati (la popolazione tutta) non ne sanno nulla. Ed ecco il punto: la definizione delle varie fasce, dal bianco al rosso cupo, a poco o quasi niente servono. Il problema è di natura culturale: parte della popolazione, inconsapevole e irresponsabile, continuerà ad “assembrarsi”, innescando focolai di infezione. Per di più, assistiamo a modelli comunicativi contro producenti, come – ad esempio – giocatori pluripagati che si abbracciano (inevitabilmente, sputacchiando) per festeggiare i gol. Non è perciò per nulla chiaro perché, all’esterno degli stadi, non ci si possa dare la mano e men che meno abbracciarsi.

I cittadini dovrebbero adottare le semplici misure di prudenza suggerite prima di tutto dal buon senso e dalle nostre nonne, al cui sapere si ispirano specialisti e virologi: lavarsi spesso le mani, arieggiare i locali, indossare le mascherine (meglio se non taroccate), mantenere le distanze. In assoluta indipendenza dalla fascia colorata stabilita ormai settimanalmente a fronte delle riunioni la cui segretezza incuriosisce i più. Promuovere quindi e diffondere prima di tutto la cultura del rispetto, di se stessi e degli altri.

E ora, per finire, una pennellata di ironia.

Lo spazio e il tempo che attualmente viviamo è il luogo dove persone adulte subiscono continuamente traumi infantili. E, per sopravvivere, si consulta quella moderna forma oracolare costituita dalla rete informatica. Nei momenti difficili, si consulta l’oracolo. Il computer è collegato via modem a una rete informatica mondiale che unisce un’infinità di banche dati, Università americane e europee, ufologi, circoli scacchistici turchi, maniaci sessuali intercontinentali, istituti di ricerca australiani, associazioni di registi canadesi, l’Enciclopedia Britannica, la Nasa. Ci si può collegare con chiunque, nella vana speranza e pia illusione di poter rintracciare le risposte al nostro personale malessere.

Lasciamo perdere la rete e attiviamo quello straordinario computer che è il nostro cervello. E comportiamoci come dovremmo, indipendentemente dai proclami ministeriali, il più delle volte incomprensibili.

Testi di riferimento, cui si sono ispirate le considerazioni appena appuntate:

  • Stefania Tamborini, Marketing e comunicazione sociale, Milano, Lupetti Editore, 1992
  •  Walter Fontana, L’uomo di marketing e la variante limone, Milano, Bompiani, 2000

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