IL COLORE CHE DA’ SICUREZZA (Anche nel battagliare con COVID19)

Sappiamo che i colori esercitano determinati influssi sui nostri stati d’animo e, di conseguenza, sul nostro equilibrio psicofisico: essi infatti influenzano lo stato di salute tramite sia gli effetti psicologici sia l’apporto diretto di energia, in quanto onde elettromagnetiche di diversa frequenza.
Tensioni, ansia e insicurezza, il cocktail micidiale chiamato “stress”, ci insidiano quotidianamente. D’altra parte il clima psichico che pervade oggi il mondo, in una delicata fase di transizione di valori (l’inarrestabile dinamica del progresso comprende spesso fasi critiche con momentanei e apparenti “passi indietro”), appesantisce le normali incertezze che ogni persona attraversa nello sviluppo del proprio essere e della propria coscienza. Si genera così quel circolo vizioso che alimenta il malessere generale.
Ma il bene esiste, anche se, come sappiamo, in genere “non fa notizia”, e sono tante le persone che alzano ogni giorno le vibrazioni del nostro pianeta con il loro impegno generoso, la loro umanità illuminata. Giustamente è stato detto che ogni anima che si eleva, eleva il mondo. Ogni persona è in cammino e ha bisogno di sicurezza: ma, al di là delle idee e degli obiettivi che la muovono nella sua realtà quotidiana, è possibile utilizzare consapevolmente l’energia cromatica per sciogliere le tensioni e favorire il percorso?
Accanto alle scelte esistenziali, che determinano precisi stili di vita, le onde luminose, che noi chiamiamo colori, possono aiutare a sviluppare pensieri e sentimenti, come le onde sonore, che chiamiamo musica. Ogni colore ha specifiche qualità, calmanti o stimolanti, che bisogna dosare e utilizzare in modo opportuno, ma per combattere quel malessere esistenziale che comprende insicurezza, timidezza, disagio, oltre che nervosismo e spossatezza intellettuale, occorre un antidoto che assommi varie componenti e le amalgami armoniosamente.
Entriamo dunque nel nostro “laboratorio cromatico” e mettiamo mano agli “ingredienti”. In primo luogo, data la necessità primaria di influenzare positivamente il sistema nervoso, calmandolo, ricorriamo al BLU: sul piano fisico, infatti, riduce la pressione arteriosa, la frequenza del polso e del respiro, mentre sul piano psicologico favorisce le facoltà mentali superiori, l’intuizione e in particolare la comunicazione, essendo connesso col chakra della gola, e profondi legami con gli altri esseri.
Tuttavia il blu da solo potrebbe produrre un eccessivo rilassamento, perciò lo stempereremo con il BIANCO, che è un elemento molto dinamico, perché contiene in sé tutti i colori. Esso aiuta a chiarire pensieri ed emozioni e a resistere alle apprensioni causate dall’ambiente esterno. Inoltre ha una notevole carica di purezza e di verità, unita ad un anelito di libertà e di cambiamento.
Con l’unione del blu e del bianco otteniamo l’AZZURRO, un colore che alleggerisce e spiritualizza, conservando un effetto rilassante e rinfrescante. Per gli antichi Egizi rappresentava la verità, dal momento che stimola l’intelligenza e aiuta a controllare la mente e ad essere creativi.
Dopo l’azzurro occorre però realizzare un secondo elemento, che lo renda più “concreto” e legato alla realtà quotidiana. Perciò ricorriamo di nuovo al blu, mescolandolo questa volta in parti uguali con il GIALLO: ci spostiamo così sul piano propriamente mentale, per accrescere la chiarezza delle idee e introdurre una notevole energia che stimoli positività, fiducia e, di conseguenza, estroversione, facilitando la comunicazione. Il giallo fortifica la personalità e aiuta a sentirsi bene con se stessi. Si associa, come l’azzurro, alla parte razionale del cervello (l’emisfero sinistro). Infatti vivifica la mente, favorendo l’attenzione e l’apprendimento, stimola allegria ed è, insomma, un ottimo antidepressivo. Inoltre genera apertura alle novità e desiderio di cambiamento, qualità che abbiamo già immesse con il bianco.
Dall’unione del blu e del giallo ricaviamo il VERDE, il colore dell’equilibrio, dell’armonia e della calma. Collegato al chakra del cuore, genera una forte carica empatica che dona spontaneità alla comunicazione e aiuta ad esprimere i sentimenti con le parole giuste. Non a caso presso i Greci era consacrato ad Afrodite, la dea dell’amore. La sua frequenza è quella naturale dell’organismo in stato di quiete: perciò tonifica, rilassa e calma, e tuttavia conserva una certa volontà di autoaffermazione, propria del giallo.
Ottenute così le due componenti ideali, grazie alle qualità dell’azzurro e del verde, non ci resta che unirle, ottenendo così finalmente il rimedio cromatico più efficace per l’insicurezza: il TUECHESE, meraviglioso colore dai riflessi marini, detto per l’appunto anche acquamarina.
Anche se non compare nello spettro solare (è un colore terziario, in quanto ottenuto dall’unione di un primario, il blu, con un secondario, il verde) e non è molto usato nella cromoterapia, ha un forte effetto terapeutico, perché unisce l’energia equilibratrice e liberatoria del verde a quella rilassante del blu. Tiene aperti i canali della comunicazione, perché fonde le vibrazioni della gola con quelle del cuore, rendendo spontaneo l’eloquio. Di conseguenza è ottimo per chi prova disagio a parlare in pubblico. Unisce perciò la dimensione interiore a quella esteriore e accresce la consapevolezza di sé, rappresentando una significativa fase intermedia nel passaggio evolutivo della coscienza dalla dimensione affettiva del verde (quarto chakra) a quella spirituale del blu (quinto chakra).
Oltre a riequilibrare soggetti iperattivi, rende tolleranti verso persone e situazioni “non facili”. Visualizzarlo intensamente (e “respirarlo” con pratiche di Meditazione cromatica) aiuta a curare le ferite del corpo (stimola la rigenerazione delle cellule epidermiche) e dell’anima. Il suo effetto calmante rafforza il sistema immunitario, preservandoci da raffreddori e influenze.
Indumenti, pietre, oggetti e ambienti di colore turchese ci fanno sentire sereni, fiduciosi, giovani e freschi, aperti alle novità e sempre pronti a “rinascere” dopo prove difficili, come il verde-azzurro Osiride, che rappresentava la rinascita della vegetazione, e come il delfino, simbolo del turchese, per la libertà e la gioia con cui salta e si immerge nelle trasparenti profondità oceaniche.
Il nome deriva dall’omonima gemma, per molti popoli antichi simbolo del cielo e dello spirito, talismano che protegge dal male e favorisce la guarigione. Pietra sacra nella cultura tibetana, con proprietà terapeutiche e protettive per gli Egizi e gli Indiani d’America, era simbolo di purezza nell’antica Persia. Come regalo a chi si ama significa ancora promessa di un sentimento puro, destinato a durare.
La nostra “alchimia cromatica” ci ha dunque portati a riscoprire i simboli e le proprietà del turchese, un colore benefico e rassicurante, di cui possiamo rivestire il corpo e la mente, rafforzando così la volontà di essere propositivi, saldi nella speranza e nella volontà di agire: dipende solo da noi, infatti, il colore di cui tingiamo il mondo!
Cesare Peri
A chi fosse interessato all’argomento si suggerisce la lettura di: Cesare Peri, Meditazione sui colori, Anima Edizioni

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